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Un doppio record per container e treni nel porto di Trieste

Superata quota mezzo milione di teu nei primi dieci mesi. Il Molo VII realizza il “sorpasso” sullo scalo di Venezia

TRIESTE Questo ’17, a onta di un numero ritenuto generalmente poco propizio, ha portato invece fortuna al porto triestino. Lo comunica una nota dell’Autorità portuale, che riepiloga alcuni dati relativi al periodo gennaio-ottobre. Le statistiche parlano addirittura di record conseguiti in questo scorcio dell’anno, che riguardano in particolare la movimentazione dei container e il traffico ferroviario.

Primo record: i container, nel raffronto con i primi dieci mesi dello scorso anno, hanno raggiunto quota 513.899 teu, facendo registrare un aumento percentuale pari al 26,62%. Record nel record, perchè nel mese di ottobre la crescita è stata del 40,03%. La matrioska dei record non è ancora esaurita, perchè già a ottobre è stato superato il totale operato nel 2016 con 486.462 teu e perchè il 2017 si lascia alle spalle il precedente primato risalente al 2015 con 506.019 teu. Fonti ufficiose accreditano il sorpasso su Venezia. Una tendenza che fa sperare al presidente Zeno D’Agostino la possibilità di raggiungere a fine anno (cioè tra meno di due settimane) l’obiettivo dei 600 mila teu. Volumi non paragonabili a quelli degli scali euro-settentrionali - osserva lo stesso D’Agostino - comunque segnali di dinamicità e vivacità.

Porto «multisettoriale con una forte vocazione ferroviaria» - dice ancora D’Agostino -, vocazione sottolineata dalla seconda sequenza di record: il periodo gennaio-ottobre ha visto viaggiarte 7147 convogli, che hanno realizzato un incremento del 13,86% rispetto ai dieci mesi del 2016. Anche in questo caso, ottobre consegue il record nel record, perchè i treni movimentati sono stati 822.

Motori Wärtsilä da Frigomar
Motori Wärtsilä da Frigomar


La multisettorialità, cui fa riferimento D’Agostino, non si ferma a container e ferrovia. A fronte di un aumento complessivo del traffico portuale che fino a ottobre è salito del 4,6% a oltre 51 milioni di tonnellate, il comunicato dell’Autorità scandisce anche gli altri “più” contabilizzati dallo scalo: il 13,92% delle merci varie; il 3,99% dei ro-ro con oltre 250 mila mezzi transitati; il 2,65% delle rinfuse liquide. In calo, tra le voci segnalate dall’Autorità, solo le rinfuse solide che perdono il 20,76%. Per questi casi la nota non riporta il tonnellaggio dei quantitativi movimentati. Ottobre si conferma un mese prodigo di emozioni: il totale sale dell’11,64%, le merci varie lievitano del 12,92%, il ro-ro dello 0,66%, le rinfuse liquide del 9,9%. Persino il depresso andamento delle rinfuse solide ritrova coraggio con un balzo del 42,6%.

portacontainer movimentata al Molo VII
portacontainer movimentata al Molo VII


Con i buoni uffici dell’Autorità, è inoltre scoppiata la pace tra Frigomar (controllata da Samer e partecipata da Artoni) e Wärtsilä, che hanno raggiunto un accordo sulla movimentazione marittimo-portuale dei motori prodotti dallo stabilimento di Bagnoli: Wärtsilä subentrerà a Frigomar come terminalista sul Canale navigabile . La vicenda era salita di tono durante la scorsa estate, quando Wärtsilä, che in passato aveva fruito del servizio reso dal terminal Frigomar, aveva ottenuto dall’Autorità la concessione della banchina - sempre sul Canale navigabile - per sessant’anni gestita da Italcementi. Il programma dell’azienda motoristica era quello di investire 13 milioni di euro per trasportare 150 pezzi all’anno. La mossa del gruppo finlandese aveva sortito comprensibili reazioni: Italcementi si era rivolta al Tar, Frigomar aveva lamentato il brusco strappo che avrebbe messo in difficoltà gli investimenti compiuti e la manodopera utilizzata. L’intesa raggiunta consentirà a Wärtsilä di operare direttamente il proprio traffico, con mezzi e personale che proverranno da Frigomar (una gru da 450 t e due addetti). E Frigomar continuerà a lavorare come impresa portuale contoterzista. Soddisfatti dell’epilogo Guido Barbazza, per Wärtsilä, e Enrico Samer, per Frigomar. Nell’affollato risiko del Canale si libera così la banchina ex Italcementi, su cui ha gettato l’occhio ReOil, in procinto di realizzare un impianto di dis/oleizzazione in un’area appartenuta in passato proprio a Italcementi.

 

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