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“Nel mare dell’intimità” le storie dell’Adriatico

Inaugurata al Salone degli Incanti la mostra incentrata sull’archeologia subacquea. La curatrice Auriemma sottolinea il «contributo corale della comunità scientifica»

TRIESTE La metamorfosi è avvenuta e il Salone degli Incanti, grazie all’allestimento dell’architetto Giovanni Panizon, si è trasformato in un grande fondale marino, per raccontare al pubblico attraverso mille reperti la storia del mare Adriatico dall’antichità ai nostri giorni. È stata inaugurata ieri la mostra “Nel mare dell’intimità”, che per la prima volta con un’esposizione di duemila metri quadrati narra al pubblico, con gli occhi dell’archeologia subacquea, le tante vicende di uomini e merci che si sono giocate su questo mare e lungo le sue coste, in un’ideale e diacronica veleggiata attraverso i secoli e i paesaggi costieri in continua evoluzione.



«Abbiamo tentato di raccontare in questa mostra le mille e una notte dell’Adriatico – spiega la curatrice Rita Auriemma –, quel rosario di racconti e storie custodito nei secoli nelle profondità del nostro mare. Dietro questa esposizione c’è un afflato comune, non a caso per titolarla abbiamo usato la poetica espressione del compianto Predrag Matvejevic: se gli oceani sono i mari delle distanze e il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l’Adriatico è addirittura il mare dell’intimità. E Trieste, che è nell’intimo seno dell’Adriatico, si prestava a raccogliere questi racconti e a ricantarli assieme. Grazie al contributo generosissimo e corale di una comunità scientifica che a volte lavora prima e meglio della comunità politica questo patrimonio sommerso oggi viene offerto a tutti i popoli che su questo mare s’affacciano».

La replica dell'Apoxyomenos all'ex Pescheria di Trieste E' arrivato al Salone degli Incanti di Trieste la replica dell’Apoxyomenos, l'opera bronzea nota anche come l'atleta della Croazia, rinvenuta nel 1999 a est dell’isola di Lussino a 45 metri di profondità. Il bronzo verrà esposto nell'ambito della mostra "Nel mare dell'intimità. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatico". (Video di Massimo Silvano) L'articolo

Questa, dice Auriemma, è molto più che un’esposizione: è un progetto di ricerca che trae le mosse da tanti altri progetti che si sono susseguiti negli ultimi dieci anni, i cui risultati andavano restituiti alla comunità. La koiné adriatica, che attorno a questo mare è cresciuta e s’è sviluppata, era ben rappresentata ieri all’inaugurazione della mostra, con la presenza di autorità provenienti non solo dal nostro Paese, dalla rappresentanza nazionale a quella regionale, con Debora Serracchiani e Gianni Torrenti, e comunale, con Roberto Dipiazza e Giorgio Rossi, ma anche dalle vicine Slovenia e Croazia. Perché uno dei grandi risultati di questa mostra, che si propone di rilanciare l’archeologia subacquea in Italia, è di aver riunito in un lavoro corale oltre sessanta istituzioni culturali e 50 studiosi di cinque Paesi europei: Italia, Croazia, Slovenia, Montenegro e Grecia.

Trieste, arriva il sottomarino tedesco Molch L'arrivo al Salone degli Incanti, dov'è in allestimento la mostra dell'Erpac "Il mare dell'intimità. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatco", del sottomarino monoposto tedesco Molch. Il sommerigibile, diviso in tre parti, fa parte delle collezioni del Civico Museo della Guerra per la Pace "Diego De Henriquez", e durante la seconda guerra mondiale era uno dei battelli di difesa costiera nella base di Sistiana, uno dei quali si trova ancora in fondo al mare a pochi metri dalla spiaggia. La mostra racconta anche la storia di questa flottiglia di sottomarini. VIDEO


«È una grande soddisfazione vedere realizzato un progetto a cui una vasta comunità scientifica sta collaborando da tempo – afferma Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali del Mibact –. Il patrimonio sommerso è unificante, perché ci aiuta a ricordare come nei secoli questo mare ci abbia unito, nonostante il Novecento l’abbia trasformato in una barriera». Questa sarà una mostra che incanta, sottolinea l’assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi: «Siamo nell’ex Pescheria invasi dal mare Adriatico, con le sue barche, le sue luci, i suoi colori e le sua acque.

A Trieste prende forma la mostra "Nel mare dell'intimità" Le delicate operazioni di scarico di Iulia Felix, relitto di una nave romana trovato in laguna a Grado, al Salone degli incanti di Trieste (ex Pescheria). Il prezioso frammento di archeologia subacquea sarà uno dei pezzi forti della mostra "Nel mare dell'intimità", in programma a partire dal 17 dicembre.

Quest’anno è stato fatto qualcosa di veramente straordinario, un lavoro che grazie alla Regione e ai tanti partner che hanno partecipato a questo progetto dev’essere d’esempio per il futuro». Nella sua versione acquatica il Salone degli Incanti offre un colpo d’occhio di grande effetto. Dall’installazione posta all’ingresso che riproduce un Adriatico in miniatura da esplorare con il binocolo, passando per il cuore della mostra, l’Agorà che riunisce le statue più prestigiose, e fino alla riproduzione della Julia Felix contenente il carico originario, il visitatore sarà trasportato dentro un vero e proprio mare di storie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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