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In Austria torna la sigaretta libera al ristorante

Heinz-Christian Strache, leader della destra populista, mantiene la promessa fatta agli elettori

Austria, gli irriducibili della sigaretta al ristorante Heinz-Christian Strache, leader della destra populista austriaca rappresentata dall’Fpö, ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale: il fumo delle sigarette non sarà più bandito da ristoranti, Gasthäuser, bar e altri pubblici esercizi (a cura di Damiano Mari). L'articolo

UDINE. Heinz-Christian Strache, leader della destra populista austriaca rappresentata dall’Fpö, ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale: il fumo delle sigarette non sarà più bandito da ristoranti, Gasthäuser, bar e altri pubblici esercizi.

Una legge faticosamente approvata dal Parlamento austriaco lo scorso anno aveva fissato al 1. maggio 2018 la data per l’entrata in vigore anche in Austria del “Rauchverbot”, il divieto di fumare nel luoghi pubblici, come quello introdotto in Italia dalla legge Sirchia e come avviene ormai in quasi tutti gli altri Paesi europei. Quella legge sarà rivista e dal 1. maggio le sigarette continueranno ad essere tollerate.

È questo uno dei risultati delle trattative che l’Fpö sta conducendo con l’Övp ormai da oltre sette settimane in vista della formazione del nuovo governo dell’Austria. Benché finora le due parti siano state avare di informazioni sui contenuti del confronto, si intuisce un’atmosfera molto positiva, tanto che ormai il raggiungimento di un accordo viene dato per scontato. Prende piede anzi l’ipotesi che il futuro governo a guida Sebastian Kurz (cancelliere dell’Övp) e Strache (vicecancelliere dell’Fpö) potrebbe prestare giuramento davanti al capo dello Stato Alexander Van der Bellen già il 20 dicembre, prima delle vacanze natalizie.

Finora si è discusso di migranti e sicurezza, su cui tra i due partiti c’era già in partenza una larga intesa, ma anche di materie più complicate, come scuola, lavoro, sanità, servizi sociali, tasse, su cui potevano esserci delle discordanze. L’Fpö, per esempio, voleva eliminare uno dei pilastri del sistema corporativo austriaco fondato sull’iscrizione obbligatoria dei lavoratori alla Camera del lavoro e delle imprese alla Camera dell’economia (non c’entrano nulla con le Camere del lavoro e le Camere di commercio italiane).

Fin dai tempi di Haider era stato questo uno degli obiettivi della destra austriaca. Ebbene, l’iscrizione obbligatoria resterà. Nel braccio di ferro con l’Övp, Strache ha preferito cedere su questo residuo corporativo che non ha riscontri nelle altre democrazie occidentali, pur di vincere la battaglia sul fumo e poter piantare così la bandierina dell’Fpö su questa conquista, che collocherà l’Austria all’ultimo posto in Europa sul piano della salute pubblica. Dal 1. maggio, dunque, tutto resterà come è adesso, o quasi. I locali pubblici (bar, ristoranti, pizzerie ecc.) di oltre 75 metri quadrati dovranno avere stanze separate per fumatori e non fumatori (finora il limite era a 50 metri quadrati). Sotto questa dimensione i locali dovranno decidere autonomamente se sono per fumatori o no, indicandolo all’estero con un cartello. In compenso il divieto di fumo verrà elevato da 16 a 18 anni e i giovani sotto questa età non potranno entrare nei locali dov’è permesso fumare.


 

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