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Palazzo Moise, lavori al rush finale

A Cherso conclusa entro marzo la ristrutturazione della futura sede della facoltà di Filosofia di Fiume

CHERSO. In capo a qualche mese, probabilmente non più tardi del prossimo marzo, saranno portati a termine i lavori di restauro di palazzo Moise, una tra le sei case patrizie ancora presenti a Cherso. Il progetto di ristrutturazione, che è stato finanziato in gran parte dall'Unione europea, trasformerà l’antico immobile ubicato nel nucleo storico di Cherso nel Centro universitario della facoltà di Filosofia di Fiume.

Da edificio fatiscente, anche pericolante, casa Moise (che i chersini chiamano palazzo) tornerà dunque alla sua piena fruibilità grazie alla valorizzazione di quello che è il più grande edificio rinascimentale nel capoluogo isolano, costruito nel XVI secolo.

I lavori sono partiti nell’ottobre del 2015 grazie a un finanziamento di 4,15 milioni di euro, dei quali 3,5 assicurati da fondi comunitari. Il cantiere è sovrastato da una gigantesca gru, risultata essere l'unica soluzione possibile per il trasporto del materiale edile nell’area caratterizzata da una serie di calli, piazzette e stretti passaggi che hanno imposto appunto l’uso del macchinario per portare avanti l'opera di ristrutturazione del palazzo. Un palazzo destinato non solo ad acquisire una dimensione educativa, ma anche a trasformarsi in un centro culturale, sociale ed economico in grado di imprimere un tangibile sviluppo alla città.

Dato che l'edificio è stato inserito fin dal 2003 nel Registro croato dei beni culturali, e si trova pertanto in regime di tutela, il restauro è stato progettato nel rispetto delle sue caratteristiche architettoniche originali, escludendo qualsiasi intervento potesse compromettere dimensioni e dettagli costruttivi.

Il sindaco di Cherso, Kristijan Jurjako, ha fatto sapere che l'inaugurazione della sede universitaria avverrà nel settembre dell'anno prossimo. Ricordiamo che nel 2010 è stato firmato tra il Comune di Cherso e l'Ateneo fiumano che ha regolato i rapporti tra il proprietario del palazzo - la municipalità appunto - e il beneficiario degli ambienti. Una volta portata a termine l'opera, l'edificio metterà a disposizione una sala da novanta posti, aule, una sala di lettura con internet, biblioteca, ambiente espositivo, un ristorante con 40 coperti, terrazza esterna; e poi ancora un bar, tre appartamenti per docenti ospiti e un dormitorio studentesco da 18 posti letto.

Il palazzo porta il nome di Giovanni Moise, nato a Cherso nel 1820 e morto nella stessa città - dove trascorse l’intera esistenza - a 68 anni. Era un noto linguista, scrittore e grammatico italiano discendente di una famiglia tra le più antiche e nobili di Cherso città, le cui prime

notizie si trovano documentate nel XIV secolo.

«Il nostro è un contributo alla rivitalizzazione del nucleo storico di Cherso – dice ancora il sindaco – e alla valorizzazione del suo patrimonio culturale, che è veramente notevole».

 

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