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Made in Trieste i biglietti per i Mondiali in Russia

Saranno prodotti da Arti Grafiche Julia con un “chip” supertecnologico. Storia di un’impresa che esporta in oltre trenta Paesi grazie ai ticket intelligenti

TRIESTE. Ai mondiali di calcio in Russia, esclusa la nostra Nazionale, ci sarà ugualmente un pezzo d’Italia. Anzi, di Made in Trieste. Cinque milioni di spettatori entreranno negli stadi con biglietti dotati di speciali microchip a prova di contraffazione prodotti dalla Julia Arti Grafiche, impresa familiare triestina fondata 50 anni fa da Mario Lapenna. Superata indenne la rivoluzione digitale, questa bottega artigiana si è specializzata nella produzione di biglietti speciali grazie alla tecnologia di radiofrequenza (Rfid): «Con questo sistema all'interno dei biglietti, tra le due lamine di carta, si inseriscono un chip e un'antennina che riceve e trasmette informazioni», spiega il presidente Adriano Lapenna accanto al fratello Luca, amministratore delegato.

Il biglietto con il chip “intelligente” ci indirizza verso il nostro posto a teatro o allo stadio. Oppure guida il flusso della gente in metropolitana o in autobus o accelera la coda in un museo. Dietro tutto questo c’è una azienda come Julia Arti Grafiche che esporta in più di trenta Paesi europei ed extraeuropei e fattura circa 8,5 milioni. Per la società triestina si tratta di un nuovo riconoscimento dopo che nel 2014 ha già realizzato i biglietti dell’ultima competizione calcistica iridata in Brasile.

Adriano e Luca Lapenna, presidente e...
Adriano e Luca Lapenna, presidente e ad di Arti Grafiche Julia

Negli ultimi giorni a Milano Adriano e Flavio Lapenna sono stati premiati con l’Oscar della stampa nella sede futurista del Museo della Scienza e della tecnica. Adriano Lapenna racconta il percorso di successo di Julia Arti Grafiche nata nel 1967 al servizio della burocrazia di carta di imprese e grandi compagnie assicurative come le Generali e il vecchio Lloyd Adriatico (oggi Allianz): «Producevamo moduli, carta intestata, polizze. Altra epoca. Oggi le nuove tecnologie hanno spazzato via l’economia di carta e anche noi abbiamo attraversato un periodo di crisi. Ma siamo stati capaci di reagire. Nel nostro settore ci sono state aziende di eccellenza che purtroppo non sono state capaci di sopravvivere. Il segreto della nostra rinascita è stata l’innovazione. Abbiamo preso alcuni giovani talenti da una bella scuola come l’istituto tecnico Volta. Ha funzionato. E oggi ci misuriamo alla pari con la concorrenza di francesi e cinesi, i maggiori competitors nel nostro settore».

Oggi all’interno della azienda di San Dorligo della Valle, con assoluta riservatezza, accanto alle comuni tecnologie di stampa (dall’offset al digitale) si lavora con sistemi e applicazioni specifiche come i laser a microforatura. I biglietti di Arti Grafiche sono stati utilizzati per assistere al Gran Premio di Monza nel 2005 (primo evento in Italia dove sono stati utilizzati i biglietti contactless) o per visitare la Reggia di Versailles, l'Aquario di Lisbona, l'Opera di Roma. Negli ultimi dodici anni più di 120 milioni di ticket digitali destinati a una quarantina di Paesi sono usciti da questa realtà triestina: «Il mercato del biglietto contactless-spiega Adriano Lapenna- è molto diversificato. Il trasporto pubblico oggi è il settore più consolidato, dove si assiste a una forte competizione fra gruppi internazionali». Intanto hanno adottato biglietti made in Trieste la metropolitana di Dubai, Palazzo Grassi a Venezia, Palazzo Reale a Milano, i grandi parchi di divertimento come Gardaland. Oggi le nuove tecnologie con l’utilizzo degli smartophone come carte di credito o contenitori di ticketless possono cambiare lo scenario: «I pagamenti attraverso smartophone ridurranno ulteriormente la quantità dei biglietti prodotti-spiega Adriano Lapenna. Lo scenario futuro sarà una realtà multi canale dove verranno utilizzati biglietti Rfid, smartphone e carte di credito». Arti Grafiche sta già sfruttando le nuove frontiere della comunicazione con biglietti che grazie al chip interno possono contenere video, link e foto: «Un mix di innovazione e tradizione», spiega Lapenna.
 

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