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Mille luci e abito natalizio per palazzo Coronini

Suggestiva cerimonia nella storica dimora. Non è mancato l’appuntamento con la musica. A tutti i presenti offerta una fetta del “Panettone del Conte”

Prima, l’immancabile conto alla rovescia. Poi, le luci sono state accese, a Palazzo Coronini Cronberg, immettendo anche la storica dimora nel clima delle feste. In particolare, come anche nel 2016, sono state accese le luci della facciata del Palazzo. Ma sono state accese, come mai in passato, anche le luci tra le volte dell’edificio di viale XX settembre. Fino al 2015, invece, a venir addobbato era il cipresso antistante la facciata della dimora. Tuttavia, l’accensione delle luci natalizie per la Fondazione Coronini ha voluto rappresentare anche e soprattutto l’occasione per uno scambio d’auguri. C’erano, allora, tra gli altri, oltre al suo direttore Enrico Graziano e ai dipendenti della Fondazione medesima, il sindaco Rodolfo Ziberna, l’assessore all’Istruzione Ferdinando De Sarno e l’assessore al Welfare Silvana Romano. Il primo cittadino, quale presidente pro tempore della Coronini, non ha mancato di esprimere un ringraziamento «a tutto lo staff della struttura, in quest’anno intenso, impegnativo, che l’ha vista coinvolta in primo luogo per il restauro di Villa Louise e, naturalmente, per importanti momenti espositivi».

Nemmeno la musica è mancata, nell’ingresso del Palazzo: si sono esibiti gli allievi della Casa delle Arti, e, nello specifico, quelli di Claudio Pio Liviero (chitarra), Ester Pavlic (arpa) e Francesca Gambara. Si son così potute ascoltare le esibizioni del Soriks Trio, formato da Sophia e Ksenia Liviero nonché da Riccardo Russo. Quindi, son seguite quelle di Anna Pilleroni, Amelia Romano, Lorenzo Fusar ed Ester Tomba per finire con la cantante Elisa Boemo. E, per la gioia dei più piccoli, davvero numerosi, non è mancato all’appuntamento Babbo Natale che è sceso dalle scale per raggiungere l’ingresso e distribuire qualche dono, catturando sorrisi e risate e suscitando entusiasmo: tale momento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con l’Agmen Fvg, associazione che opera nella clinica pediatrica del Burlo Garofalo di Trieste per lo studio, la cura e l’assistenza dei bambini malati di leucemia e di tumore.

Poi, la Fondazione Coronini ha invitato alla degustazione del cosiddetto “Panettone del Conte”, il dolce natalizio per eccellenza realizzato in una versione ad hoc dalla pasticceria L’Oca golosa in edizione limitata: uova, burro, zucchero, uvetta sultanina, canditi e tutti i profumi della vaniglia e degli agrumi di Sicilia, senza dimenticare il lievito madre e, per l’impasto, la farina integrale del “Patto della Farina”, ottenuta solo da grani autoctoni, macinati al Molino Tuzzi di Dolegna seguendo una filiera a chilometri zero, nel rispetto dell’ambiente. Ed eccone gli ingredienti e le particolarità. Tra l’altro, si tratta di una ricetta storica, contenuta nei ricettari della famiglia Coronini, che permetterà anche di sostenere la Fondazione, in quanto, acquistando “Il Panettone del Conte”, si potrà contribuire al restauro di un prezioso mobile delle collezioni Coronini: una percentuale del ricavato sarà infatti destinata al recupero di una consolle con specchiera in legno dorato e porcellana del 19. mo secolo, giunta direttamente dall’impero degli zar di Russia. Il mobile faceva parte dell’eredità che la madre del conte Guglielmo Coronini ricevette nel 1913 dallo zio Eduard Cassini, capo delle cerimonie
alla corte degli ultimi zar. Inoltre, tornando per un attimo al “Panettone del Conte”, va ricordato che si tratta, per così dire, di un dolce speciale anche perché, al suo interno, contiene un biglietto omaggio per visitare proprio Palazzo Coronini.

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