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Con Schengen la Finanza lasciò vuote 4 strutture

DOLEGNA. L’ex caserma della Guardia di Finanza di Scriò è un immobile su due piani situato fuori dal Comune di Dolegna, al confine con la Slovenia. La presenza delle Fiamme gialle a presidio dei...

DOLEGNA. L’ex caserma della Guardia di Finanza di Scriò è un immobile su due piani situato fuori dal Comune di Dolegna, al confine con la Slovenia. La presenza delle Fiamme gialle a presidio dei confini del territorio è durata fino al 2007, quando, con l’entrata in vigore del Trattato di Schengen, anche l’ultimo presidio/caserma nella frazione chiuse i battenti con il trasferimento dei 35 finanzieri in servizio.

Nel comune di Dolegna sono in tutto quattro gli immobili (a Mernico, Vencò e Ruttars oltre a quello già citato di Scriò) ex Gdf, per i quali il Comune più volte aveva sollecitato il Demanio per tentarne il recupero urbanistico tramite il quale riconvertirle e metterle a disposizione della cittadinanza. A differenza di altre realtà in comuni limitrofi, queste caserme non erano proprietà del ministero della Difesa; facevano riferimento al ministero dell’Economia: pertanto, al momento, non sono entrate in blocco nel novero dei beni dismissibili: possono solo essere acquisite con un impegno finanziario preciso da parte del Comune. Sulla caserma di Scriò, però, l’Agenzia del Demanio è riuscita ad innestare una marcia diversa.

Il castello Alimonda, invece, venne costruito a Sagrado nel 1885 per volere di due fratelli originari di Trieste. Francesco e Nino de Alimonda. Rispettivamente dottore in legge e dottore in medicina, decisero al tempo di costruire questo stabile che sarebbe servito come casa di cure e la decisione per la locazione ricadde su Sagrado, ritenendo che questo fosse un posto particolarmente indicato per i “malati di petto” , (affetti da tbc) “ammalati di nervi” ed “altre persone indebolite” per il fatto che qui si alternava “l’aria di monte con quella di mare” . Il cosiddetto “Miramare sull’Isonzo” è di proprietà del Comune, che negli anni scorsi aveva avviato la complessa – per mancanza di fondi – ristrutturazione. Il maquillage del palazzo Alimonda ha vissuto lungo stop nei lavori di restauro, che pure in questi anni avevano riguardato ben cinque lotti. Gli ultimi interventi avevano riguardato il rifacimento di parte delle facciate, la messa in sicurezza antisismica e tutte le coperture. Ma la strada per il completamento è ancora molto lunga: metà degli esterni e tutti gli interni sono ancora da terminare. Un primo “seme” per fare del Castello Alimonda un punto centrale di una ciclovia – la “carta” che ha permesso di vederlo inserito nel bando del Demanio – era stato messo nel corso del 2016 dall’amministrazione comunale, con la creazione di un percorso ciclopedonale che collega la scuola primaria San Pio X alla scuola dell’infanzia attraverso il parco del castello. L’opera era rimasta in stallo dapprima per problemi legati al patto di stabilità poi con la nuova contabilità armonizzata, poi per l’entrata in vigore lo scorso luglio del nuovo codice degli appalti.

I due immobili – Alimonda e caserma di Scriò – secondo il bando dell’Agenzia del Demanio potranno essere affidati in concessione gratuita (nove anni più nove) «ad imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da soggetti
fino a quaranta anni», oppure in concessione di valorizzazione fino a 50 anni ad operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività.

(l.m.)

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