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Zuccola ostaggio della Roggia “colabrodo”

Cresce l’allarme a San Giorgio dopo lo sradicamento di due platani: «Temiamo l’acqua nelle case»

SAN GIORGIO DI NOGARO. La Roggia Corgnolizza continua a rosicchiare l’argine dove s’è prodotto un “buco” a seguito dello sradicamento dei due enormi platani a causa del nubifragio abbattutosi l’8 agosto nella Bassa: cresce l’allarme tra gli abitanti le cui proprietà confinano con la roggia. Temono di essere “invasi” dall’acqua alla prima ondata di maltempo. Si sentono un po’ abbandonati, insomma, gli abitanti della frazione di Zuccola. Da tempo aspettano che il problema venga risolto per le ripercussioni che potrebbero avere le loro proprietà in caso di piogge consistenti. «Abbiamo segnalato la situazione agli organi preposti– dicono – e ci aspettavamo almeno una visita del Consorzio Bonifica pianura friulana competente per i lavori di manutenzione del corso d’acqua, ma nessuno s’è fatto vivo. Già viviamo grossi problemi per le nutrie che hanno “perforato” le sponde impedendoci di coltivare gli orti, ora ad aggravare la situazione ci sono i due alberi sradicati che hanno creato insenature sugli argini nelle nostre proprietà. L’ultima ha portato l’acqua della roggia a lambire le abitazioni facendo morire tutti gli alberi dei giardini. Siamo allarmati dalla pericolosità che deriva da questa situazione: cosa accadrà in caso di piogge consistenti, avremo l’acqua in casa?».

A rassicurare giunge la risposta del consigliere comunale con delega alla Protezione civile, Giuseppe Bolzan: «Si tratta di un intervento complesso e delicato, per il quale a breve sarà indetto un incontro tra Comune, Consorzio Bonifica pianura friulana e Regione, per fissare le modalità di esecuzione dei lavori. Come Protezione civile abbiamo anche consultato un agronomo per valutare come tagliare le due piante. Il problema vero - ha aggiunto - nascerà una volta tolte le radici che tengono ancora insieme, pur parzialmente, gli argini. Eravamo e siamo a conoscenza della situazione. Ad aumentare le difficoltà è che alcune proprietà sono sotto il controllo di un curatore fallimentare per cui s’è dovuto chiamare in causa il Demanio della Regione». L’intervento dovrebbe essere effettuato dalla Protezione civile sangiorgina in
collaborazione, per le attrezzature, con il Consorzio Bonifica. «Auspichiamo – concludono gli abitanti – che s’accorgano che c’è anche bisogno di pulire l’alveo del fiume invaso dalle alghe che impediscono il deflusso dell’acqua con le piogge abbondanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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