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Sissi, la gattina rifiutata dopo 18 anni Ma una nuova famiglia l’ha adottata

Sissi è una bella gatta tigrata, anche se decisamente in età. Qualche giorno fa, a guardarla, si sarebbe detto che fosse davvero arrabbiata e disgustata. Come darle torto. A 18 anni, qualcosa come...

Sissi è una bella gatta tigrata, anche se decisamente in età. Qualche giorno fa, a guardarla, si sarebbe detto che fosse davvero arrabbiata e disgustata. Come darle torto. A 18 anni, qualcosa come circa 85 anni di un uomo, per quanto calcoli di questo genere siano discutibili, è stata portata nel rifugio dell’associazione La Cuccia, ancora all’Idrovora Sacchetti, lungo la strada per il Lido di Staranzano, in attesa della nuova sede di Dobbia. Non perché avesse perso la sua famiglia, come capita ad alcuni animali, soprattutto cani, che approdano a La Cuccia, ma perché infastidiva la sua padrona e i nuovi vicini con un eccesso di miagolii.

«In sostanza, la proprietaria ha cambiato casa, abbandonando quella che aveva, con un giardino, per un appartamento», racconta la presidente de La Cuccia, Laura Grassi. Fin qui nulla di troppo traumatico per un felino che, di solito, in qualche giorno prende le misure della sua nuova casa, appropriandosi del territorio. Sissi, però, aveva ed ha una difficoltà in più da superare nell’adattarsi a un nuovo ambiente, persi per sempre i punti di riferimento di quello noto: è sorda. «La padrona, però, non se n’era mai accorta – spiega Grassi – proprio perché la gatta era cresciuta in quel luogo, ne conosceva ogni angolo, sapeva come muoversi e quindi l’essere lasciata sola nel corso della giornata non rappresentava un motivo di paura».

Nell’appartamento Sissi ha quindi iniziato a manifestare il proprio disagio e la propria paura nell’unico modo possibile, cioé miagolando, in modo insistente. Troppo, per l’appunto, per la proprietaria che, alla fine, ha deciso di separarsi dalla gatta, senza capire quale fosse il terrore dell’animale. «Pare che i vicini facessero problemi», dice laconica la presidente de La Cuccia, dove Sissi, per fortuna, è rimasta solo quattro giorni. «Anche nel rifugio Sissi ha continuato ad avere tanta paura – racconta ancora Grassi – e a piangere».

L’appello come di consueto lanciato attraverso i social e il sito internet è stato raccolto in un tempo quasi record, nonostante si trattasse di un caso quasi impossibile, di una vera e propria “adozione del cuore”, come ammette la presidente dell’associazione. «Aveva bisogno di trovare dei punti di riferimento con una persona che capisse il suo disagio – spiega – e che le desse il tempo di riconoscersi in una nuova realtà, sapendo allo stesso tempo che non si tratta dell’adozione di un cucciolo». Una famiglia della zona, che aveva già avuto contatti con l’associazione, da cui era quindi conosciuta, si è fatta però ugualmente avanti e in pochissimo tempo. «Posso solo dire che è un gesto di grande generosità – sottolinea Grassi –, per l’età di Sissi e perché ha un disagio, la sordità, probabilmente arrivato con il passare degli anni, che va affrontato e seguito. Siamo davvero contenti della famiglia in cui è stata accolta e che ne abbia trovata una con cui trascorrere il resto della sua vita, già molto lunga».

Sissi di anni ne avrà 18, qualcosa come 88 umani, ma non pare sia una gatta da poltrona e basta. Insomma, una vecchietta arzilla, com’è del resto Toby, l’incrocio Bassotto di tredici anni che a ottobre, accolto nel rifugio de La Cuccia, attendeva una nuova casa, che in queste settimane ha trovato. «Pure per Toby abbiamo trovato una nuova famiglia», conferma Grassi, davvero contenta, viste le difficoltà di trovare una sistemazione per i cani anziani che arrivano al rifugio per la morte dei proprietari, di solito. Nonostante l’età, Toby ha sempre dimostrato una vivacità sorprendente, come spiegano i volontari de La Cuccia. Tant’è che anche Toby era ed è un cane ben socializzato, oltre che con gli umani, anche con gli altri cani e i gatti. Toby stava quindi aspettando qualcuno che lo accogliesse per regalargli ancora della gioia e della compagnia. È quanto altri due cani in età, Lillo e Nero, stanno facendo, perché nessuno li ha ancora adottati. Nel territorio
del Monfalconese e anche nel resto dell’Isontino il randagismo in pratica non esiste più. Succede, però, come La Cuccia ben sa, che dei cani siano “rifiutati” per difficoltà di gestione o arrivino in rifugio per la morte dei loro anziani proprietari.

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