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“Piazza del duomo”, targa storica sparita

Scoppia il caso a Capodistria: rimossa nottetempo la tabella collocata dal Comune che ricordava l’antica denominazione

CAPODISTRIA. Scoppia la polemica a Capodistria per una tabella collocata dal Comune sotto quella che indica il toponimo del luogo, ossia “Titov Trg, Piazza Tito” rigorosamente bilingue. Sulla nuova insegna c’era scritto “Piazza del Duomo” e sotto “Piassa...”. Apriti cielo. Al punto che uno sconosciuto, di notte, ha tolto la tabella della discordia che si trovava sulla parete del rettorato dell’Università del Litorale.

L’intento dell’amministrazione comunale, come spiega il presidente della commissione consiliare per la toponomastica - nonchè consigliere della minoranza italiana all’assemblea municipale - Damian Fischer, «non era assolutamente provocatorio, né c’era alcuna motivazione politica così come non è assolutamente in dubbio la denominazione di Piazza Tito».

Il Comune di Capodistria ha collocato la targa “accessoria” sull’esempio di quanto fatte in altre città storiche della Slovenia, prima su tutte Pirano dove questo tipo di tabelle sono affisse lungo le vie già da lungo tempo. «Il loro scopo - precisa ancora Fischer - è quello di difendere e diffondere l’eredità culturale del luogo». Il tutto è stato attuato sotto il controllo e il permesso dell’Istituto per la tutela dell’eredità culturale di Pirano. L’esperto di tale istituto ha spiegato le dimensioni che la tabella deve avere, la grafica e come collocarla: cosa che il Comune di Capodistria ha seguito pedissequamente.

Ma a qualcuno, evidentemente, quella nuova indicazione di toponomastica storica stava sullo stomaco al punto che ha deciso di rimuoverla manu propria. Chi ha pubblicamente manifestato la propria disapprovazione della decisione comunale è stata invece l’Associazione antifascista dei combattenti per i valori della guerra popolare di liberazione (Nob) e dei veterani di Capodistria. La reazione del presidente Marjan Križman, come scrivono le Primorske Novice, è stata di affidare la sua rabbia alla rete dove si legge: «Dopo 70 anni di ortodosso comunismo anche a Capodistria iniziano a soffiare nuovi venti. Il prossimo passo sarà la rimozione del nome del dittatore balcanico e il ritorno del nome storico della piazza. Questo ci ha dato molto fastidio e rifiutiamo tale decisione».

L’azione sulla toponomastica del Comune di Capodistria si basa su un documento del 1884, che è la prima testimonianza di come erano denominate le strade della città. È previsto il collocamento di 25 tabelle in altrettante piazze e in 12 vie. L’iniziativa, precisa Fischer, ha anche una sua valenza turistica per evidenziare la lunga storia dell’attuale capoluogo del Litorale sloveno. «Siccome non vogliamo ulteriori polemiche - chiude Fischer - riuniremo nuovamente la commissione comunale sulla toponomastica ed esamineremo le dimensioni e la grafica pià adatta affinchè la nostra iniziativa non sia letta come una provocazione».

Ricordiamo che piazza Tito, cuore del centro storico e sociale di Capodistria, ha ricevuto questa denominazione

nel 1956. Con l’indipendenza della Slovenia, seppure c’erano pareri contrastanti, si è deciso di mantenere il nome del maresciallo. Ma resta anche un fatto: la storia non si cancella, e se a qualcuno dà fastidio vuol dire con non ha capito che cosa significa vivere nell’Europa di oggi.

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