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Adinolfi oggi a Staranzano Salgono i toni dello scontro

STARANZANO. Muro contro muro e screzi senza esclusione di colpi tra i consiglieri del gruppo consiliare di Articolo 1-Mdp di Staranzano e il movimento Popolo della Famiglia di Monfalcone, che chiama...

STARANZANO. Muro contro muro e screzi senza esclusione di colpi tra i consiglieri del gruppo consiliare di Articolo 1-Mdp di Staranzano e il movimento Popolo della Famiglia di Monfalcone, che chiama a raccolta il mandamento monfalconese per un incontro pubblico oggi, alle 20.30, al teatro San Pio X in via De Amicis. Ospite Mario Adinolfi, già parlamentare, direttore di La Croce Quotidiano e presidente nazionale del movimento. Adinolfi presenta per l’occasione il suo libro “O Capiamo O Moriamo” contro quelli che lui definisce i falsi miti dei nostri tempi, come l’ideologia gender, l’utero in affitto, l’eutanasia e le unioni civili. Mdp ha dichiarato apertamente di trovare il pensiero di Adinolfi in materia di diritti civili «medievale, retrogrado e al limite dell’ignoranza».

«I consiglieri comunali staranzanesi dopo l’allerta lanciata nei confronti del relatore – risponde polemicamente Renzo Erman, presidente monfalconese del Pdf – si sono resi responsabili anche di una pessima caduta di stile, riproponendo vicende personali di Adinolfi che appartengono al suo passato remoto e che testimoniano la bassezza morale dell’intervento. Nel contempo dimenticano come Adinolfi, sempre in quel passato remoto, fosse anche membro della segreteria nazionale del Pd, dalla cui costola nacque Articolo 1 - Mdp. La storia poi ci racconta che i due soggetti prenderanno direzioni diametralmente opposte». In una nota diramata dal gruppo consiliare di MdP formato dal capogruppo Riccardo Faraone, da Michele Rossi, da Alessandro Presot e dall’assessore Matteo Negrari, era stato rimarcato che Adinolfi, fra i promotori lo scorso anno di un Family Day e difensore della “famiglia tradizionale”, «è stato sposato due volte, l’ultima a Las Vegas nel 2013».

«Il Popolo della Famiglia non ha paura del confronto – aggiunge Erman – e per questo propone ai cittadini sensibili ai temi in agenda la possibilità di sentire una voce diversa, fuori dal coro del sempre più irritante “politicamente corretto”, credendo fermamente nel diritto di ognuno ad essere informato e a farsi una propria idea su temi etici particolarmente delicati». Il movimento, dunque, respinge ogni critica e sottolinea come la stessa sala teatrale, di proprietà privata della parrocchia, non ospita solo relatori inclini a una certa idea cattolica.

I fatti ricordano, fa notare Erman, che il San Pio X ha accolto in un recente passato un esponente della sinistra più radicale come Nichi Vendola. «Il comunista – afferma lo stesso Erman – che ha commissionato negli Usa un bambino a una madre surrogata pagandolo 150mila euro. L’utero in affitto è una pratica che in Italia è penalmente perseguibile. Se lo venisse a sapere don Pietro Sepulcri, promotore dell’edificazione del teatro e della sua intitolazione al Papa, suo amico personale, probabilmente si rivolterebbe nella tomba. Ma quella – sottolinea ancora Erman – è una sala privata e per quanto a taluni certe scelte possano apparire discutibili è nella facoltà del proprietario concederne o meno l’utilizzo. Articolo 1-Mdp farebbe
bene a ricordare, dopo aver dichiarato che difficilmente il Comune avrebbe ospitato Adinolfi nelle sue strutture, che queste non sono di proprietà del politico di turno, ma di chi le ha pagate. Sono dell’intera collettività e al servizio della stessa».

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