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Sonego: «Sì all’alleanza con Trieste ma con quel decreto non era valido»

Nessun dubbio sull’opportunità di unire i porti di Monfalcone e Trieste sotto una sola Autorità di sistema, è quello il futuro. Il problema è come procedere e che tipo di schema legislativo adottare....

Nessun dubbio sull’opportunità di unire i porti di Monfalcone e Trieste sotto una sola Autorità di sistema, è quello il futuro. Il problema è come procedere e che tipo di schema legislativo adottare. È scoppiato un caso dopo l’intervento in Commissione Trasporti del Senato del senatore di Mdp Lodovico Sonego. Una mossa che ha bloccato l’operazione di unificazione sollevando gli strali trasversali della presidente della Regione Debora Serracchiani (della stessa parte politica di Sonego), ma anche del sindaco di Monfalcone, sostenuto dal centrodestra, Anna Cisint. Ora interviene lo stesso Sonego per spiegare i rischi che c’erano dietro a quel decreto. E a dare manforte sono altri due esponenti di Mdp, Paolo Polli e Lorenzo Presot. Che criticano anche la mossa della Regione di aver avviato il bando per il nuovo Piano regolatore portuale. «A parte il grave ritardo con cui si arriva a questo passaggio - affermano - ci chiediamo se la scelta sia coerente con l’inserimento del Porto nella nuova Autorità portuale».

«Si tratta di un passaggio di massima rilevanza istituzionale, che mette in gioco il mantenimento della Specialità statutaria del Fvg», insiste Sonego, che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio regionale Franco Iacop e ai capigruppo e che respinge le accuse della presidente Serracchiani «che mi ha criticato con durezza» per aver bloccato il decreto legislativo “correttivo dei porti”.

«In Senato ho dichiarato che condivido l’unificazione dei due porti nella medesima Autorità portuale - ribadisce Sonego -, ho tuttavia sollevato una questione di costituzionalità richiamando il fatto che le funzioni amministrative relative al Porto di Monfalcone sono state trasferite alla Regione con il Decreto legislativo 111/2004 che è una norma di attuazione dello Statuto della Regione. Il condivisibile passaggio di Monfalcone sarebbe dovuto procedere con differente strumento legislativo».

In pratica il senatore ha ricordato che le norme di attuazione sono «disposizioni legislative di rango intermedio tra la legge ordinaria dello Stato e la legge costituzionale», e possono essere modificate o con legge costituzionale oppure con ulteriore norma di attuazione.

«La pretesa di agire in contrasto con una norma di attuazione con legge ordinaria è pertanto incostituzionale - sostiene Sonego - e non a caso la Commissione VIII ha accettato all'unanimità i miei rilievi. Un problema non solo giuridico, ma anche politico. L'Autonomia speciale della nostra Regione è oggi costituita per l’80% dalle norme di attuazione e soprassedere alla tutela di tali disposizioni da parte delle aggressioni della legislazione ordinaria, magari un articolo del maxi emendamento alla legge di bilancio votato con fiducia, sarebbe un colpo mortale per le prerogative del Fvg».

Sonego solleva poi un’altra questione di costituzionalità, ugualmente accolta con consenso unanime. Il governo aveva proposto di accollare ai bilanci delle regioni il costo delle infrastrutture dei porti classificati regionali o gestiti dalle regioni. «Questo - conclude il senatore - è il caso di Monfalcone. Ho obiettato che quando come in questo caso lo Stato pretende di disporre del bilancio delle regioni viola il principio di autonomia. A maggior ragione poi se si considera che le opere pagate dai bilanci regionali per infrastrutture collocate in area di Demanio statale verrebbero incamerate da Demanio medesimo».

E una critica arriva anche, come detto, da Polli e Presot di Mdp, che danno man forte a Sonego. «Fare facili polemiche è sempre molto semplice - dicono - ma da rappresentanti istituzionali ci si aspetterebbe la conoscenza profonda degli atti parlamentari e del tema giuridico in cui si inserisce il Porto di Monfalcone, tema che, se fosse stato approfondito, avrebbe fatto cogliere il pericolo che si nasconde nella bozza di decreto criticata dal senatore Sonego in sede di Commissione al Senato». Polli e Presot inistono sul fatto che «con una legge ordinaria si pretende di modificare una norma di rango quasi costituzionale e ciò è pericoloso». C’è in gioco l’incostituzionalità, che annullerebbe il passaggio sotto l'Autorità e farebbe perdere altro tempo ad un Porto che ha urgente necessità di integrarsi con tutta la logistica regionale.

Ma ancor più grave, ribadiscono, è che «modificare una norma di attuazione dello Statuto regionale con una legge ordinaria creerebbe un pericolosissimo precedente, aprendo le porte ad iniziative che potrebbero pregiudicare in maniera ben più significativa la nostra Autonomia regionale». Per questo Articolo1
Mdp ha manifestato la preoccupazione e ha cercato di far riflettere su questo passaggio affinché l’alleanza Trieste-Monfalcone «avvenga secondo i crismi di legge, evitando ulteriori e prevedibili intoppi in un percorso che è già troppo in ritardo».

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