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Scatta a Trieste la campagna contro i mendicanti

In arrivo 200 manifesti in tutta la città per dissuadere le persone dal consegnare soldi ai questuanti

TRIESTE Il Comune dichiara guerra ai parcheggiatori abusivi e a chi chiede l’elemosina, con una campagna di sensibilizzazione al via da ieri. Campagna che prevede 200 cartelloni affissi in tutta la città per sensibilizzare i cittadini soprattutto sull’accattonaggio organizzato. L’iniziativa è stata presentata dal vicesindaco Pierpaolo Roberti e dal comandante della Polizia locale Sergio Abbate, che hanno anche annunciato l’introduzione a breve di nuove misure restrittive nei confronti del fenomeno.

Questo lo slogan scelto per la campagna: «Spezza la catena. Fare l'elemosina per strada e dare soldi ai posteggiatori abusivi arricchisce solo le attività illecite. Sostieni le associazioni che conoscono e aiutano i veri poveri». Battaglia dichiarata in particolare ad alcuni gruppetti di persone, tenute sotto osservazione già da mesi dalla Polizia locale, che fanno capo a vere e proprie organizzazioni, pronte a sfruttare spesso persone in difficoltà o in situazioni di disagio.

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Roberti e Abbate hanno sottolineato l'importanza dell’iniziativa avviata, che recepisce un ordine del giorno del Consiglio comunale, e si affianca alle positive applicazioni del nuovo regolamento della Polizia locale, entrato in vigore nell'aprile di quest'anno. «Dalla primavera ad oggi - ha ricordato il vicesindaco - sono stati oltre 200 i sequestri di merce o di denaro, di chi opera nell’illegalità, stiamo verificando la possibilità di destinare queste somme proprio alle associazioni che operano correttamente sul fronte del volontariato. Trieste – ha sottolineato - non è in guerra contro i veri poveri, ma vuole far sapere che dare soldi per strada può arricchire attività illegali e spesso strutturate, con persone che arrivano in città dall’estero o da altre zone d’Italia proprio per guadagnare in questo modo. C'è un meccanismo che vede bande o famiglie dedite a questo mercato, hanno trasformato in un lavoro lo sfruttamento di persone con fragilità, e abbiamo intenzione di frenare questi comportamenti il prima possibile».

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Abbate ha ricordato i risultato del lavoro svolto sul territorio da tante realtà attive nel mondo della solidarietà, ribadendo l’importanza di donare esclusivamente attraverso enti riconosciuti e affidabili. «Se qualcuno, grazie al suo buon cuore, vuole dare del denaro in beneficenza - ha concluso Roberti - lo faccia nel modo più corretto possibile, attraverso quelle associazioni che realmente si occupano di povertà e soprattutto conoscono quelli che sono i veri poveri. Altrimenti si rischia di dare la monetina a chi ha trasformato l’elemosina in una vera professione. Questa è una delle misure, ne arriveranno altre, perché è in programma una stretta dal punto di vista del regolamento, per rendere ancora più efficace il lavoro della Polizia locale». (mi.b.)
 

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