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La “malattia del lunedì”. E Trieste supera la media

Certificati in aumento nel privato mentre nel pubblico si registra un calo dell’1,1% Il picco si verifica il primo giorno della settimana. In Fvg 2,5 milioni di giornate perse

UDINE. Si mettono a letto il lunedì più spesso che negli altri giorni della settimana. Ma, almeno nel settore pubblico, si ammalano un po’ meno. Dopo il boom, soprattutto in Friuli, del 2015 rispetto al 2014 (+7,1% nel privato, +8% nel pubblico, il doppio che nel resto d’Italia), l’incremento dei certificati di malattia in Friuli Venezia Giulia mostra un freno: i dati 2016 diffusi dall’Osservatorio Inps segnalano infatti un aumento del 2,6% nel privato e una diminuzione del 1,1% nel pubblico. I valori assoluti parlano di oltre 389mila certificati (di cui 269.254 presentati nel privato e 119.562 nel pubblico), la parte Fvg di un moloch di poco meno di 19 milioni di certificati in Italia (12,6 milioni nel privato, 6,3 milioni nella pubblica amministrazione), con una crescita del 4,4% per il privato e una sostanziale stabilità per il settore pubblico (-0,03%).

Guardando alle province del Fvg, stavolta è la Venezia Giulia ad andare sopra la media nazionale nel privato. In provincia di Trieste i certificati salgono del 5,2%, in quella di Gorizia del 4,8%; mentre a Udine ci si ferma al +1,8% e a Pordenone al +0,9%.

Nel pubblico – con la premessa che i lavoratori della Pubblica amministrazione continuano ad ammalarsi in media molto di più dei lavoratori privati, anche per una differenza di età – la sola provincia a segnare un incremento è Gorizia (+1%). Calo invece a Trieste (-1,7%), Pordenone (-3%) e Udine (-0,3%).

Mafalda Ferletti, segretaria...
Mafalda Ferletti, segretaria regionale della Cgil Fp

Un trend che sorprende positivamente Mafalda Ferletti, segretaria regionale della Cgil Fp: «Il personale pubblico regge nonostante l’aumento dell’età media, il calo degli organici e il conseguente aggravio di lavoro e stress. I numeri all’insù nel privato? Sono andamenti fisiologici. Non si può decidere quando ammalarsi, dipende dalle annate». Secondo Massimo Bevilacqua, segretario regionale della Cisl Fp, «potrebbe anche avere avuto già qualche effetto la consapevolezza che la riforma Madia imporrà l’assoluto rispetto delle regole, pena pesanti sanzioni».

Stando ancora all’Osservatorio Inps, rimane comunque la tendenza anche in regione alla malattia del lunedì. Gli eventi patologici (189.237 nel privato, 90.896 nel pubblico) hanno come data infatti il primo giorno della settimana nel 32% dei casi nel settore privato (il picco in provincia di Pordenone, 33,4%) e nel 31,1% nel settore pubblico (la media più alta, 31,6%, in provincia di Udine). A seguire il martedì (18,8% e 19,1%) e il mercoledì (17,1% e 17,4%). Rarissimi i casi di malattia al sabato (2,7% e 2,1%) e alla domenica (2,6% e 1,7%). I sindacati, tuttavia, non vogliono sentir parlare di furbetti del lunedì. «I certificati li fanno i medici, non i lavoratori. E i medici, oggi, l’assistito lo devono guardare in faccia», dicono a una voce sola Ferletti e Bevilacqua.

Tra le tabelle rese disponibili dall’Inps c’è pure la distribuzione mensile. L’inizio e la fine dell’anno, dunque il periodo invernale, sono quelli con più certificati di malattia. Ma se nel privato ci si ammala di più a ottobre (11,7%), novembre (13,2%) e dicembre (12,6%), nel pubblico serve il termometro in particolare in febbraio (11,7%) e marzo (10,7%). Il mese di maggiore salute? Naturalmente agosto: 5,5% di certificati nel privato, 4,4% nel pubblico.

Una sede Inps
Una sede Inps


Guardando poi alla fotografia nazionale, i 19 milioni di certificati si sono tradotti in 114 milioni di giorni di lavoro persi nell’intero 2016, di cui oltre 2,5 milioni in Fvg. Complessivamente gli eventi malattia nell'anno sono stati 9,3 milioni nel privato e 5 milioni nella pubblica amministrazione, con un incremento rispetto al 2015 delle assenze pari al 3% per quanto riguarda i giorni e del 2,7% per quanto riguarda il numero dei certificati inviati all'Inps. In Lombardia si concentra la maggior parte dei certificati medici del 2016 con 2,7 milioni di certificati (21,5%), davanti al Lazio (11,2%); per la pubblica amministrazione al primo posto c’è invece il Lazio con il 13,3%, a seguire Sicilia (12,5%), Lombardia (11,4%) e Campania (11,1%). Nel settore privato, a livello regionale l'incremento massimo è della Sicilia (+6,3%), il minimo della Valle d’Aosta (+1,4%). Nella pubblica amministrazione, data una sostanziale stabilità del numero dei certificati medici trasmessi nell’anno 2016 rispetto al 2015, si registra un incremento in Calabria del 7,5% e in Puglia del 4%, mentre nel Molise e nel Lazio il decremento è del 4,4% e del 2,7%.

 

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