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Il ritorno a Medea di Anna, l’emigrante

Si trasferì in Australia nel 1959 dove ha messo su famiglia: «Ho voluto riabbracciare la mia gente»

MEDEA. Avere la propria terra d’origine nel cuore significa sentire forte l’appartenenza e portare le radici dentro di sé, in qualunque parte del mondo ci si ritrovi ad essere ed a vivere. Nei gesti, nelle parole e nei sentimenti di Anna Maur c’è tutto questo. Anna, 76 anni, è tornata in questi giorni dall’Australia in Friuli, a Medea, suo paese d’origine, per riabracciare la sua gente portando con sé tutti i suoi ricordi. La storia della sua emigrazione è la storia di una donna e di una famiglia che nel secondo dopoguerra hanno lasciato la loro patria e hanno intrapreso una nuova vita. Anna è nata a Medea nel 1941 e ci ha vissuto fino al 1950 quando si è trasferita con la famiglia a Monfalcone dove il padre lavorava come operaio in cantiere. È stato il fratello di Anna, Armando, il primo a lasciare l’Italia nel 1956 per andare in Australia. Anna è partita dopo la morte del padre, nel 1959 seguita dalla mamma Maria, dal cugino Carmelo e da altri due fratelli Giuseppe e Valerio. Tutti si sono ritrovati ad Adelaide, città dell’Australia meridionale. «Avevo 17 anni quando sono partita– dice Anna– e le sensazioni e i ricordi di quel viaggio non li ho mai dimenticati. Ero sola sulla nave che è partita da Genova il 1° aprile del 1959 e si chiamava Oceania. È stata una traversata interminabile. Sono sbarcata a Melbourne e là mi attendeva mio fratello Armando, dopo altre 10 ore di auto siamo arrivati finalmente ad Adelaide, meta finale del viaggio». L’esperienza umana di Anna nei primi anni è stata quella comune a tanti emigrati. «Ho trovato lavoro come sarta in un negozio gestito da italiani e ho svolto anche altri lavori. I miei fratelli hanno dato vita ad una piccola impresa di muratori. La cosa più bella di quegli anni era l’amore di nostra madre che ha sempre tenuto unita e solidale la famiglia. Il mio sogno era quello di tornare in Italia ma poi le cose sono andate diversamente. Ad Adelaide c’erano tanti italiani: triestini, goriziani e friulani. Sono entrata a far parte di una delle associazioni dei friulani nel mondo. Mi sono sposata con Paolo, un triestino conosciuto lì e così in Australia ci sono rimasta. È nato mio figlio Peter e sono felicemente nonna di due spendide nipoti Ella Rose e Allegra. Anche mio figlio è molto legato al Friuli, ci viene ogni tanto e si considera italo-australiano. C’è sempre stata grande nostalgia per Medea e il Friuli. Ci sono tornata ogni tanto, l’ultima volta nel 2006». A Medea in questi giorni Anna ha ritrovato la cugina Ernesta, gli amici coetanei della classe 1941 ed è stata anche ricevuta dal sindaco Igor Godeas in Comune. «Quanti ricordi, quante emozioni – dice Anna– che bello ritornare tanti amici e mia cugina
Ernesta a cui sono molto legata. Ricordo le passeggiate, i giochi. Andavamo a messa, a scuola. Il luogo che ricordo con più affetto è la chiesetta di Sant’Antonio sul Colle di Medea». Per il sindaco Godeas la vita di Anna è una bella storia da tramandare a tutti. (m.s.)



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