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I nodi dei posti letto Rsa e dell’Hospice

Blitz all’ospedale San Giovanni di Dio del sindaco Ziberna e dell’assessore Romano: «Reparti al top ma serve più personale»

Un blitz in ospedale. Per capire come stanno andando le cose. Protagonista il sindaco Rodolfo Ziberna, accompagnato dall’assessore al Welfare Silvana Romano. Com’è andata? «Ci sono reparti assolutamente al top dove operano professionisti di alto livello, sia medico sia infermieristico ma, troppo spesso, i carichi di lavoro sono assolutamente eccessivi a causa della carenza di personale». Questo il primo rilievo del primo cittadino. «Tempo fa, ho incontrato il dg dell’Aas Bassa Friulana–Isontina Antonio Poggiana, al quale ho esposto tutte le istanze in merito al potenziamento del San Giovanni di Dio ma anche dei servizi territoriali. Si è aperto un dialogo che ritengo positivo, però è mia intenzione verificare di persona le problematiche presenti in ambito sanitario con visite improvvisate nei vari reparti, ovviamente scegliendo orari adeguati per evitare di creare disagio a operatori e pazienti».

Ieri è stato il primo “blitz” in cui Ziberna e Romano hanno riscontrato l’abnegazione del personale. «Ci sono compartimenti, assolutamente all’avanguardia, con servizi eccellenti dove però troviamo un solo medico effettivo a fronte di una mole di lavoro che ne richiederebbe perlomeno 3 e così in campo infermieristico e, quindi, il problema del personale è di assoluta priorità. Prendiamo il Pronto soccorso che, con il nuovo primario, ha senz’altro migliorato le prestazioni riducendo i tempi d’attesa. Un lavoro eccellente che viene svolto, però, da soli 7 medici quando al Pronto soccorso di Monfalcone ce ne sono 13. Ora, lungi da me l’intenzione di tornare alle antiche e assurde competizioni, perché dobbiamo essere consapevoli che c’è la necessità di mettere al primo posto l’interesse dei cittadini e non dei campanili, ma ritengo che sia troppo evidente la diversità fra le due strutture. Per non essere tacciato di gorizianità faccio un’altro esempio anche nell’interesse della comunità di Monfalcone. I 4 ospedali aziendali hanno un unico primario per i reparti di oncologia e, sinceramente, mi sembra una situazione fuori dal mondo. Per quanto bravo e disponibile possa essere questo primario non è accettabile che si divida fra 4 nosocomi».

Altro punto, la visita alla Rsa e alla struttura per i degenti in stato vegetativo. Anche qui, sono rimasto colpito dall’abnegazione del personale ma anche dal fatto che ci sia un solo medico effettivo. Non è possibile. Ma mi ha sconcertato anche un altro fatto: la Rsa dell’ospedale di Gorizia è sempre occupata al 100% e anche oltre mentre a Cormòns, dove peraltro c’è un maggior numero di posti-letto, non si supera solitamente il 70%. Allora mi chiedo, perché non si rimedia a questa assurda incongruenza spostando alcuni posti-letto a Gorizia senza spendere un euro in più?». Sulla mancanza di posti-letto interviene anche l’assessore Romano, in merito però al servizio-hospice. «Ci era stato assicurato che sarebbero stati attivati cinque posti letto all’ospedale di Gorizia entro breve – evidenzia l’assessore - ma, da allora non si è saputo più nulla. Che fine hanno fatto? Si tratta di un servizio importantissimo. Inoltre, purtroppo, anche da questa nostra visita ospedaliera emerge un fatto che sta diventando sempre più evidente, ovvero la grave carenza di servizi sul territorio dove ci sono persone che non possono rimanere in ospedale ma che non hanno adeguata assistenza sanitaria a domicilio. È un fatto su cui si dovrà discutere assolutamente, così come si dovrà aprire un confronto, in ambito regionale, sulla necessità di predisporre adeguati servizi per una popolazione che arriva ai 100 anni e che quando ha bisogno di cure e assistenza non ha più una famiglia alle spalle. Sono temi di assoluta priorità». Durante la visita, la dirigente Debora Furlani
ha informato sindaco e assessore che il parco-ambulanze sarà aggiornato con due nuovi mezzi per l’ospedale di Gorizia dove partirà anche il servizio di elisoccorso anche se, al momento, solo per il trasporto di pazienti dal San Giovanni ad altre strutture.

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