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Renzo Crivelli: «Uno sforzo per arrivare all’accordo»

«Non sta a me giudicare l’equità della proposta di Fontanot, ma mi rammarico che non si trovi un accordo. Auspico che la banca Unicredit, ben sapendo che col vincolo subentrato della Sovrintendenza...

«Non sta a me giudicare l’equità della proposta di Fontanot, ma mi rammarico che non si trovi un accordo. Auspico che la banca Unicredit, ben sapendo che col vincolo subentrato della Sovrintendenza quei locali potranno solo contenere una pasticceria coi suoi mobili d’epoca, faccia uno sforzo per accettare. Credo che lo debba alla città, in cui è cresciuta e che conta molti triestini fra i suoi correntisti, come del resto mi risulta che abbia già fatto, salvando un locale storico ad Ascoli Piceno. Perché a Trieste no?». Renzo Crivelli, professore emerito dell’Università di Trieste, lancia un appello alla società di leasing del gruppo Unicredit dopo la risposta di diniego di quest’ultima all’offerta dell’imprenditore Paolo Fontanot per la pasticceria Pirona. Lo studioso si è molto battuto assieme anche al gruppo di cittadini che ha fondato la pagina Facebook #SalviamoilCaffèPirona, per cui è consulente. Hanno raccolto quasi mille firme in una petizione che hanno consegnato alle diverse istituzioni affinché intervenissero per non perdere un bene così prezioso. «Sarebbe un peccato che un'iniziativa a favore della storia culturale di Trieste finisse nel nulla - continua Crivelli -. Con dei locali destinati a degradarsi vuoti e un luogo della sua letteratura finito nel totale oblio. Sarebbe il caso che le istituzioni, Comune e Regione, facessero pressione, tutelando le aspettative dei propri elettori. Ricordo all’assessore al Turismo Maurizio Bucci ciò che ebbe a dire pubblicamente davanti ad uno dei banchetti che raccoglievano le firme per salvare il locale: «Noi del Comune vi stiamo già appoggiando». Bene, aspettiamo questo appoggio». Amareggiati anche i rappresentanti del Gruppo Facebook: «Unicredit si dice anche
banca attenta alle esigenze del territorio, venga allora incontro alla riapertura di un locale storico, accetti di buon grado l’offerta che gli vene data, rinunciando alle sue pretese. Noi siamo a disposizione per aiuti esterni, se veniamo contattati, anche da Fontanot».(b.m.)

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