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I 110 anni di Staranzano in una serata tra storia e ricordi

STARANZANO. Il Comune di Staranzano si prepara a ricordare una data importante per tutta la comunità. In sala Delbianco domani, alle 20.30, festeggerà i 110 anni dalla sua nascita con una serata...

STARANZANO. Il Comune di Staranzano si prepara a ricordare una data importante per tutta la comunità. In sala Delbianco domani, alle 20.30, festeggerà i 110 anni dalla sua nascita con una serata organizzata dall’assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Consorzio culturale del Monfalconese e la Biblioteca comunale. L’assessore Matteo Negrari sottolinea che sarà un appuntamento di storia, ricordi personali, tradizioni, con un pensiero anche alla nascita del secolare “bobolar”, albero simbolo di Staranzano.

La serata, presente il sindaco Riccardo Marchesan, sarà coordinata da Marina Dorsi, archivista e componente del consiglio direttivo del Ccm e vedrà le testimonianze di Graziano Frate, per anni presidente delle Acli, e di Daliano Buttignon, che dialogheranno con il pubblico. Ognuno potrà però portare i propri ricordi della Staranzano degli ultimi 50 anni e oltre. «Non si tratta di una ricorrenza celebrativa – afferma Negrari –, ma di un percorso di storia collettiva, di testimonianze e anche della scoperta per i nuovi residenti del paese». Alla base di tutto, comunque, ci sarà la “Bibbia”, cioè il volume dello storico Silvio Domini “Staranzano– Storia, Società e Cultura tra Otto e Novecento” di cui il Comune ha pubblicato di recente una seconda edizione.

Una storia quella di Staranzano legata strettamente ai destini del territorio monfalconese con le cui problematiche il Comune è strettamente connesso. Una storia passata tipica di un’economia prevalentemente rurale, ricca di dignità e di episodi tramandati attraverso i documenti conservati negli archivi dell’amministrazione
civile e religiosa a partire dalla Repubblica di Venezia fino a oggi. Tra gli episodi ricordati la disputa tra Grado e Monfalcone per la pesca sui diritti di affittanza dell’area di Punta Sdobba ricca di pesce, da cui è nata la tradizionale “fraia del pes scanpà”. (ci. vi.)

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