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Casa di riposo, un milione di deficit all’anno

Le rette non riescono a compensare le spese. L’assessore Romano: «A maggio pronti i 60 posti per non autosufficienti»

Ma quanto mi costi... Era lo slogan di una martellante pubblicità della Sip riguardante i telefoni. Sono passati quasi trent’anni e lo spot può essere ritagliato su misura della casa di riposo “Angelo Culot” di Lucinico. Il tempo passa e le entrate non riescono mai a compensare le spese. Mai. Ogni anno, il Comune deve attingere dalle proprie casse un milioncino per salvare, come si suol dire, capra e cavoli. Nel 2016, le entrate relative alla Culot (frutto principalmente delle rette) sono state pari a 786mila 700 euro, a fronte di uscite per un milione 644mila 293 euro. Il grado di copertura è stato del 47,84 per cento. Il dato di previsione, per l’anno in corso, parla di uscite per 1.740.147 euro che non riescono nemmeno lontanamente ad essere compensate dalla previsione d’entrata di 802.100 euro. Un bel problema. «È indubbio - commenta l’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano - che la “Culot” sia una struttura che costa parecchio. Ma la situazione è destinata a migliorare notevolmente con i lavori che stanno andando avanti, finalmente, in maniera spedita e che metteranno a disposizione un congruo numero di posti per non autosufficienti: non andremo mai in pareggio, ovvero le tariffe a carico delle famiglie non riusciranno mai a compensare gli alti costi di gestione ma benefici ci saranno». Quando si concluderanno i lavori? «Maggio 2018. Abbiamo fatto una riunione plenaria in cui è emersa questa data. Ci saranno 60 posti per persone non autosufficienti, più 5 per autosufficienti». L’importo complessivo dell’intervento, così come riportato in una determina, ammonta a 1.231.283, 81 euro, ai quali l’ultima perizia redatta dalla direzione lavori ha previsto un incremento pari a 55.188,69 euro più Iva.

Intanto, l’opposizione tuona. Adriana Fasiolo (Pd) definisce «inadeguata» l’offerta di servizi per non autosufficienti nel nostro territorio comunale: se si eccettua la casa di riposo privata Villa san Giusto, non vi è altra ricettività, sì che gli anziani non autosufficienti, economicamente non in grado di assolvere alle rette di villa san Giusto, devono migrare in altre realtà della provincia o della regione, se non nella vicina Slovenia. Qualche tempo fa, una rappresentanza della coalizione che sosteneva il candidato sindaco Collini (Pd, Slovenska Skupnost, Gorizia è tua, Percorsi goriziani) si è recata a far visita all’Istituto in presenza dell’assessore Romano. Il rsoconto è sul bollettino Pd “GoriziaEuropa”. «La casa per anziani - attacca Fasiolo - soffre una condizione di mancato adeguamento strutturale, non consono, dal punto di vista dei servizi offerti, alle più moderne linee di gestione dei pazienti non autosufficienti. È una struttura imponente, con grandi possibilità di accoglienza, ma oggi obsoleta e che mostra palesi segni di un disinteresse da parte dell’amministrazione. Il personale svolge con grande dedizione e professionalità i compiti previsti, ma la struttura in sé e il progetto di offerta socio-assistenziale guardano al passato e non al presente o al futuro. Nel 2009 il Comune, attraverso un bando europeo aveva istituito un gruppo tecnico al fine di progettare una ristrutturazione adeguando l’edificio alle necessità attuali. Si era elaborato un progetto che prevedeva l’impegno di 18 milioni per la ristrutturazione dell’immobile che avrebbe dovuto, oltre ad accogliere 150 ospiti non autosufficienti anche diventare un centro di riferimento per varie attività, funzionali in particolare alla comunità di Lucinico».

«La struttura sarebbe stata dotata inoltre di una cucina adeguata non solo per i 150 ospiti, ma esternalizzata per altri 450 pasti secondo i bisogni della popolazione del comune. Nel 2013, a seguito del riscontro di una non conformità alle norme antincendio, il Comune dava il via alle opere di adeguamento normativo e funzionale richiedendo al proposito un contributo regionale di un milione di euro e decurtava il numero di ospiti accoglibili a 50, a fronte degli iniziali 150 previsti nel progetto del 2009, bloccando ogni nuovo ingresso. Ad oggi, non solo non si è più rilanciato
il progetto originale per rivalorizzare l’immobile e accogliere i 150 ospiti previsti nel 2009, ma le opere del solo adeguamento normativo e funzionale iniziate nel 2013, che interessano solo una parte dell’immobile, non si sono ancora concluse».

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