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Adinolfi in sala Pio X, Mdp sulle barricate

Il leader del Popolo della Famiglia in parrocchia a Staranzano. I detrattori: «Niente spazi comunali»

STARANZANO. L’arrivo a Staranzano giovedì di Mario Adinolfi, chiamato in paese dal Popolo della Famiglia per un incontro alle 20.30 al teatro San Pio X di via De Amicis, ha messo in agitazione la sinistra. «Tratterà temi che non possono non ricordare sterili e inutili polemiche che negli ultimi mesi hanno visto un acceso dibattito nel nostro paese», denuncia Art. 1- Mdp. Per Mario Adinolfi, direttore di La Croce Quotidiano e presidente nazionale del movimento politico Popolo della Famiglia, l’incontro sarà un’occasione per parlare dei temi del suo ultimo libro uscito il mese scorso “O Capiamo O Moriamo”. Quindi di ideologia gender, della distruzione della famiglia naturale, del business dell’utero in affitto, del suicidio assistito e di come la crisi dell’Occidente, per l’autore, abbia poco a che fare con il fondamentalismo islamico.

Un documento a firma dei consiglieri comunali Riccardo Faraone (capogruppo), Michele Rossi, Alessandro Presot e l’assessore Matteo Negrari, attacca Adinolfi proprio per il pensiero espresso in materia di diritti civili. Senza paura di scendere nel personale. Al promotore del Family Day, al difensore della famiglia tradizionale, viene imputato dagli esponenti di Mdp di essere «stato sposato due volte, l’ultima a Las Vegas nel 2013». Articolo 1 stigmatizza anche le ultime affermazioni in occasione della recente giornata mondiale contro l’Aids, prendendo le distanze dal movimento del Popolo della Famiglia.

«Rivendichiamo – dicono i consiglieri firmatari – il sostegno all’approvazione del Ddl Cirinná sulle unioni civili, auspicando passi ulteriori come la stepchild adoption stralciata dal provvedimento, un’equiparazione sempre più forte ai matrimoni civili anche per le coppie omosessuali, oltre che altri temi eticamente rilevanti come la legge sul fine vita e lo ius soli». Gli esponenti di Mdp si augurano infine che se nell’incontro di giovedì verranno «dette cose sconvenienti e lesive dei diritti sociali e personali di persone appartenenti alla
comunità, ci sia un’unanime e univoca presa di distanza: Adinolfi andrà in sala parrocchiale perché il Comune non lo avrebbe ospitato nelle sue strutture». A Staranzano del resto il parroco sembra pensarla diversamente sulle unioni civili rispetto a Mdp.

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