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Romano Prodi in Cina: «Porto del Fvg sulla Via della seta»

Debora Serracchiani, Zeno D'Agostino e Romano Prodi

Il Professore in Cina cita Trieste e Monfalcone: «Il salto se il capoluogo farà sinergia per un grande scalo dell’Alto Adriatico»

YANQI LAKE (CINA). «Di fronte allo sviluppo del Pireo bisogna dare una risposta di grande respiro: se Trieste farà sinergia e si formerà un grande porto dell'Alto Adriatico, lo scalo giuliano potrà fare il necessario salto in avanti. Le possibilità ci sono se facciamo presto». È il parere che l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi ha espresso a margine della sessione finale del quarto raduno informale della comunità d'affari italiana in Cina, organizzato dall'Ambasciata d'Ita ...

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YANQI LAKE (CINA). «Di fronte allo sviluppo del Pireo bisogna dare una risposta di grande respiro: se Trieste farà sinergia e si formerà un grande porto dell'Alto Adriatico, lo scalo giuliano potrà fare il necessario salto in avanti. Le possibilità ci sono se facciamo presto». È il parere che l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi ha espresso a margine della sessione finale del quarto raduno informale della comunità d'affari italiana in Cina, organizzato dall'Ambasciata d'Italia a Pechino nella località di Yanqi Lake; raduno le cui conclusioni sono state affidate dall’ambasciatore Ettore Sequi proprio all’ex presidente della Commissione europra.

Citando le potenzialità dello scalo giuliano, Prodi ha fatto riferimento in particolare alla disponibilità del porto di Monfalcone. E ha espresso così la propria posizione su quelle che sono le possibilità che per lo scalo del Fvg si aprono anche nell’ottica della nuova Via della Seta, dopo che già lo scorso maggio il premier Paolo Gentiloni, al termine della visita nel Paese dell’Estremo Oriente, aveva riportato come la Cina abbia «manifestato esplicitamente l'interesse a investire sui porti di Trieste e Genova».

E se Gentiloni, visto che Pechino ha già investito nei porti europei - in particolare nel Pireo, acquistando il controllo del porto greco con circa 360 milioni di euro - aveva specificato comunque che «noi non siamo in concorrenza o alternativa al Pireo», ecco che ieri Prodi ha comunque sottolineato le potenzialità di un «grande porto dell’Alto Adriatico». Lo ha fatto peraltro da profondo conoscitore della Cina, che frequentò per la prima volta nel 1984 per l’Iri, mentre da presidente del Consiglio Prodi scelse la Repubblica Popolare come prima destinazione di una visita istituzionale.

 

Prodi al raduno di Yanqi Lake ha anche tenuto anche un intervento, davanti a oltre 150 persone tra imprenditori, manager, docenti e ricercatori in rappresentanza del Sistema Italia in Cina, esordendo così: «In vita mia non ho mai visto un raduno come questo e, credetemi, ne ho visti tanti: grazie all'ambasciatore a nome del mio Paese, perché qui si fa strategia vera».

Al raduno di Yanqi Lake hanno partecipato anche la presidente della Regione Debora Serracchiani e il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino. Serracchiani, proprio nell’ambito della missione istituzionale del Fvg in Cina in corso in questi giorni, ha evidenziato come «i benefici della posizione rilevante della Regione Fvg e del porto di Trieste nei rapporti con la Cina, sia sul versante della Belt and Road Iniative (Bri), sia su quello della costruzione di una “nuova via della Seta della conoscenza”, non si fermano a Trieste ma si estendono a tutto il Paese: il Fvg va considerato come una sorta di “testa di ariete” in un’ottica in un cui è necessario presentarci al colosso cinese come sistema, facendo sinergia».

E se per Prodi Serracchiani ha fatto ha giustamente illustrato il caso del porto della sua regione a Yanqi Lake, «abbiamo avuto importanti attestazioni di riconoscimento del ruolo che l’Autorità di sistema portuale nella sua completezza, ovvero Trieste e Monfalcone assieme, possono avere nel contesto della Belt and Road Initiative», ha commentato D’Agostino: «Credo che la comunità italiana in Cina, dopo questo raduno, potrà svolgere un ruolo di marketing e comunicazione delle potenzialità di Trieste e del sistema Fvg nei confronti degli interlocutori cinesi». Fra le potenzialità D’Agostino ha citato l’extradoganalità e la possibilità di fare attività di trasformazione industriale nelle “free zones”.

Già oggi la delegazione guidata da Serracchiani e di cui D’Agostino appunto fa parte, assieme a rappresentanti del mondo della ricerca, del sistema universitario e dell’innovazione e trasferimento tecnologico, ha in agenda una serie di incontri per avviare o consolidare rapporti - informa una nota della Regione - e finalizzare alcuni obiettivi a valle del lavoro di relazioni internazionali intessute in questi anni.