Quotidiani locali

Pochi bambini a Poggio, asilo nido in bilico

Se entro la fine dell’anno non ci saranno almeno dieci nuove iscrizioni, la scuola di via del Poligono non riaprirà dopo le feste

SAGRADO . Serve un autentico miracolo di Natale. Una corsa contro il tempo per salvare l’asilo nido di Poggio Terza Armata. Meno di 20 giorni per arrivare a un numero minimo di iscrizioni (10) in grado di rendere economicamente sostenibile il servizio. Altrimenti, dopo la chiusura per le Festività, la struttura chiuderà i battenti. Troppo pochi i quattro bambini attualmente iscritti per andare avanti. E cosi le famiglie rischiano di dover cercare un’altra sistemazione per i figli. A rischio anche una mezza dozzina di posti di lavoro. Questo quanto ha comunicato ai genitori senza troppi giri di parole – e con un preavviso davvero ridotto – Euro&Promos, la coop sociale che gestisce iNido, l’asilo di via del Poligono nella frazione sagradina. Il grido d’allarme viene dagli stessi genitori. L’asilo di Poggio ha preso l’avvio da poco, dopo che la Euro&Promos di Udine si era aggiudicata la gara d’appalto per prendere in affitto dal Comune i locali. Il servizio è a tutti gli effetti privato. Le attività sono state avviate in ottobre, anche se al momento i bimbi iscritti erano solo 4 e l’aspettativa era di raccogliere altre iscrizioni. Aspettative che ad oggi non si sono realizzate. «Il 30 novembre la cooperativa ci ha comunicato che chiude», scrive una mamma aggiungendo: «È vero che siamo pochi ma abbiamo chiesto alla gestione di arrivare almeno fino a febbraio per dare modo all’asilo di ingranare». Le mamme si sono offerte di svolgere attività di promozione per incentivare l’arrivo di nuovi bimbi. «Eravamo rimasti d’accordo – prosegue la mamma – che la referente interna avrebbe parlato con il responsabile per darci una risposta, per poi scoprire che l’azienda ha già presentato disdetta del contratto di affitto a partire da maggio. Ci lasciano in “braghe di tela”. Non ci sono altri nidi nella zona per gli importi che noi possiamo spendere da trovare in 20 giorni». Le famiglie hanno chiesto l’intervento del Comune, che però non potrà fare miracoli essendo solo proprietario dei muri. «Penso anche a quegli operatori che resteranno senza lavoro - continua la mamma -. Un vero peccato. La struttura è stata rinnovata, le attività sono valide, il personale è stupendo. Non può finire così». «Abbiamo ragione di credere che la risoluzione unilaterale del contratto con soli 21 giorni di preavviso e senza alcuna comunicazione scritta ufficiale da parte della cooperativa non sia nemmeno legale – fa eco una seconda mamma – e ci batteremo affinché i nostri figli possano continuare ad essere seguiti come da accordi. Il mio bimbo si è adattato in fretta ad un ambiente così ben sistemato e all’educatrice di una professionalità e di una gentilezza davvero rara, ha iniziato ad assaggiare i primi piatti cucinati con amore dalla bravissima cuoca, ha cominciato a relazionarsi con gli altri bimbi presenti, creando una piccola comunità di fratellini che a casa non avrebbe potuto avere. Purtroppo non ho più né genitori né suoceri– prosegue –. Il nido è un servizio di vitale importanza per noi. La riunione dell’altra sera per noi genitori è stata
una doccia gelida: siamo stati convocati in fretta e furia e ci è stato detto che 4 bimbi frequentanti sono troppo pochi, che se non ci saranno almeno 10 iscrizioni entro la fine dell’anno il servizio chiuderà il 22 dicembre. Sono rimasta sconvolta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro