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Furti a Gorizia, “ripulite” due abitazioni

I ladri sono entrati in azione all’imbrunire e hanno approfittato dell’assenza degli inquilini in viale XX Settembre. Spariti contanti e monili in oro. Indagini delle forze dell’ordine

GORIZIA In quei frangenti, non c’era nessuno in casa. Fortunatamente. I malviventi hanno forzato la porta, hanno arraffato contanti, monili e qualche prezioso, mettendo tutto sottosopra.

Due case sono stati “ripulite” in questa maniera. Con azioni-fotocopia. Il bottino? Gioielli e contanti. Dopo un lungo (e apparente) silenzio, tornano a colpire in città i topi d’appartamento. Il modus operandi è quello solito: collaudato e consolidato. I ladri selezionano per bene l’obiettivo, si accertano che nessuno sia presente in casa, prediligono le abitazioni poco o per nulla illuminate e che abbiano, magari sul retro, un bel campo che diventi valvola di sfogo per fuggire senza lasciare traccia. Scassinano senza pietà la finestra o la porta di turno, entrano e fanno man bassa di gioielli, monili, contanti, quello che trovano di interessante.

Gli ultimi furti sono stati portati a segno in due distinte abitazioni lungo viale XX Settembre. Quella che era soltanto una chiacchiera da bar, trova puntuale conferma da parte della Polizia di Stato. Che sta indagando per arrivare all’individuazione degli autori. «Sospetti? Andiamo avanti con i nostri approfondimenti. Entrambi i furti – conferma il capo di gabinetto della Questura di Gorizia, Nicolò Toresini – si sono verificati all’imbrunire. I malviventi hanno approfittato dell’arrivo dell’oscurità per portare a compimento il loro disegno».

Le tenebre, in questo senso, danno una mano perché consentono ai ladri di non essere visti e di “lavorare” con la necessaria tranquillità. Questi episodi confermano, se non altro da un punto di vista statistico, come con il ritorno all’ora solare sono tornati anche i ladri. È la solita equazione, purtroppo. I furti in casa, anche quest’anno, stanno conoscendo una recrudescenza in corrispondenza del passaggio dall’ora legale a quella solare. Capita ogni anno: fa buio prima, molte case rimangono disabitate a causa degli impegni lavorativi degli inquilini e così i malviventi hanno buon gioco nel selezionare gli obiettivi. Ed è così che lo sventurato proprietario dell’abitazione si ritrova la casa sottosopra. Il più delle volte entrano nel mirino le abitazioni più buie e sprovviste di impianto d’allarme.

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Gli ultimi raid si verificarono, ad inizio a novembre, in quel di Cormòns con uno “sconfinamento” anche nel vicino Comune di San Giovanni al Natisone. Due colpi, come si ricorderà, vennero messi a segno, uno dopo l’altro, nelle due cittadine limitrofe: non era (e non è) da escludere, quindi, che la mano possa essere stata la stessa. A Cormòns, le attenzioni dei malviventi si concentrarono su un appartamento di viale Roma, all’incrocio con via Torino: abitazione letteralmente a soqquadro e scena da campo di battaglia. Questa l’immagine che si trovarono davanti agli occhi i proprietari al rientro nella propria casa. Il colpo fu messo a segno tra le 18 e le 21: in quel lasso di tempo infatti l’alloggio era vuoto. I malviventi, probabilmente dopo aver studiato le abitudini dei residenti, colpirono in quella parentesi temporale, andando praticamente a colpo sicuro, certi di non incontrare nessuno in casa. Ovviamente sconvolta una delle vittime del furto: «Evidentemente hanno controllato le mie abitudini e quelle di chi abita nel condominio in cui vivo – raccontò con un post sui social network – entrando in casa, ti si gela il sangue».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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