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«Bestemmia in aula»: il sindaco di Ronchi nella bufera

L’imprecazione del primo cittadino, Livio Vecchiet, già al centro di un episodio simile in passato, è stata registrata dai file audio della seduta 

RONCHI DEI LEGIONARI. Era già accaduto nell’estate del 2015. È successo nuovamente qualche sera fa. Il sindaco di Ronchi dei Legionari Livio Vecchiet è finito nuovamente nella bufera per una bestemmia pronunciata nell’aula del Consiglio comunale. Bestemmia che questa volta, a differenza di quanto avvenuto due anni fa, è stata impressa nei file della registrazione audio della seduta dell’assemblea. Registrazione sbandierata ai quattro venti dai consiglieri M5S, i primi ad aver sollevato il caso, ma contestata dal primo cittadino, che nega fermamente di aver bestemmiato, affermando di aver pronunciato solo l’espressione “Dio povero” e annunciando querele.

A far perdere le staffe a Vecchiet in aula nel corso della riunione di mercoledì scorso è il “caso Giovanna Baldo”, l’ex esponente della giunta comunale a cui il sindaco stesso ha di recente ritirato le deleghe. Dopo le comunicazioni del sindaco stesso su quella decisione, il consigliere pentastellato Lorena Casasola ha proposto di dare la parola all’assessore defenestrato, in quel momento seduta in sala. «Visto che noi seguiamo il regolamento e a volte vengono fatte delle eccezioni, delle quali questa sera non voglio fare la lista - ha affermato -, vorrei approfittare della presenza fra il pubblico di Giovanni Baldo per farla parlare».

Una proposta che ha mandato Vecchiet su tutte le furie. «Non può parlare, non può - ha tuonato -. Ma cosa si inventa, cosa si inventa. Ma cos’è matta?». Quindi il “Dio Povero” e, successivamente, quella che la registrazione audio rivela essere stata una bestemmia. «Il pubblico non può parlare - ha poi proseguito il primo cittadino - le eccezioni non sono mai esistite. Davanti all’interpellanza, io ho risposto e lei controrisposto».

L’imprecazione, però, non è sfuggita ai grillini, che hanno subito sollevato il caso chiedendo di poter visualizzare i filmati della seduta. «Misteriosamente - commenta il consigliere Denis Deiuri, assente quella sera in aula perché in Africa - dal sito mancava la registrazione. Di fronte alla nostra formale richiesta ci è stato comunicato, dapprima, che c’erano stati alcuni problemi tecnici, e poi che il responsabile era assente per un corso di aggiornamento. Alla fine siamo comunque riusciti ad ottenere almeno l’audio della seduta. Audio - prosegue Deiuri - che riporta inequivocabilmente il turpiloquio del sindaco Vecchiet. Ora che quella registrazione audio del Consiglio comunale è stata finalmente messa online, chiunque potrà verificare se qualcuno abbia usato toni davvero irrispettosi nei confronti dei cittadini, della religione e delle istituzioni. Toni che di sicuro non si addicono a nessuno, ma sono particolarmente gravi se pronunciati dal rappresentante di un’amministrazione pubblica. Prima quindi di chiedere dimissioni a caso, il sindaco si guardi allo specchio».

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Il caso dell’altra sera, come detto, ricorda molto da vicino un episodio analogo avvenuto nell’estate di due anni fa. Quella volta in Consiglio comunale si parlava del ripristino del doppio senso di circolazione lungo via San Lorenzo. All’epoca fu il consigliere del Pd, Flavia Iacchini, ad accusare Vecchiet - allora assessore ai Lavori pubblici di una giunta sostenuta anche dallo stesso Partito democratico - di aver offeso la divinità al momento di abbandonare l’aula. Ma, nelle registrazioni effettuate, non si trovò traccia di bestemmie e tutto finì in una bolla di sapone.

Questa volta, invece, c’è lo streaming seppur incompleto, visto che della seduta del 22 novembre come detto è stata recuperata solo la traccia audio. Che, a questo punto, rischia di creare più di qualche problema al sindaco, già finito sotto tiro per la decisione di “defenestrare” uno dei componenti della sua giunta, con la quale era venuto meno il rapporto fiduciario. Un rapporto, evidentemente, logoro ormai da tempo, condito, a quanto pare, da momenti tesi anche durante le riunioni dell’esecutivo, nel corso delle quali sarebbero volate parole grosse.

@luca_perrino . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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