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L’apertura della 56 bis slitta un’altra volta

Doveva essere operativa da ieri la tangenziale Lucinico-Mossa, ma salta di altre due settimane. Duello fra Comuni e FvgStrade

Ancora uno slittamento per una strada... pronta. Ma che non apre. La 56 bis, la tangenziale di Lucinico e Mossa, non smentisce la sua fama di opera-telenovela. Per 40 anni si è parlato di questa nuova strada ma i camion continuano, imperterriti, a sfrecciare lungo la strada regionale 56 e la martoriata via Visini, in quel di Lucinico. Cos’è successo? Quanto bisognerà aspettare ancora prima dell’inaugurazione? L’ultima previsione era per ieri. Ma le transenne continuano a sbarrare gli ingressi (da Mossa e da Gorizia) alla circonvallazione. «Quando aprirà? Il 13 dicembre. Ora ci sono tutte le carte per effettuare i collaudi. Il tempo di effettuarli e aprirà. Abbiamo indicato questa data alla Regione», spiega Arianna Bellan, assessore comunale ai Lavori pubblici.

Ma intanto la rabbia sale. Perché la strada è finita da un pezzo. E non apre. L’ultimo inghippo era legato ad alcuni interventi di dettaglio da effettuare. «Semplicemente, Mossa deve ultimare i lavori necessari per far sì che la nuova arteria possa essere gestita da Fvg strade. Il tratto di nostra competenza è pronto e potremmo aprirlo al traffico già da domani», aveva spiegato nelle scorse settimane sempre Bellan. Ora, anche quegli interventi sono stati portati a termine. «Il Comune di Mossa ha effettuato i lavori entro metà novembre: lavori che Fvg Strade aveva richiesto. Non dobbiamo mai dimenticare che il tratto di nostra competenza è pronto dal 2013 - spiega Elisabetta Feresin, sindaco di Mossa -. Il Comune di Mossa ha firmato la fine dei lavori il 28 giugno 2013 e ha ricevuto il certificato di regolare esecuzione nel novembre del medesimo anno. Nel frattempo, però, abbiamo chiesto a Fvg strade di farsi carico della 56 bis. Con le risorse risicate e con la scarsità di personale che abbiamo, sarebbe impossibile “tenerci” la gestione».

Ma Fvg strade, nel corso di un recentissimo sopralluogo, aveva stilato tutta una serie di prescrizioni, ovvero lavori da effettuare per trasformare la 56 bis da “strada intercomunale” a “strada regionale”. «In altre parole, siamo andati a realizzare le vasche per il trattamento delle acque piovane, oltre a una diversa segnaletica - spiega Feresin -. Si tratta di interventi che hanno avuto un costo complessivo di 80mila euro: soldi che, fortunatamente, sono già nella nostra disponibilità».

Intanto, il Comune di Gorizia ha proceduto nelle scorse settimane ad aprire al traffico la strada che dal cimitero di Lucinico conduce a Villanova di Farra e che “passa” proprio sopra la 56 bis. Ma questa novità è diventata soltanto un “contentino”. I cittadini, e i lucinichesi in particolare, vogliono che apra la 56 bis. E qui entra in campo il Comune di Mossa. Che non ci sta ad addossarsi tutte le responsabilità.

La 56 bis nella sua interezza riveste un’importanza strategica fondamentale per i traffici commerciali nell’area: oggi, i camion che dalla Slovenia intendono raggiungere Udine sono costretti a transitare attraverso i centri abitati di Sant’Andrea, Mossa e Lucinico mentre, ad inaugurazione avvenuta, la nuova arteria consentirà uno snellimento del traffico nei tre centri, disintasandoli e allentandoli dalla morsa dello smog. Anche la rotatoria d’accesso alla città (per chi proviene dal ponte 8 Agosto o dallo stradone della Mainizza) sarà decongestionata ed è una buona notizia considerate le file e i rallentamenti che si formano quotidianamente, soprattutto alla mattina presto.

Un po’di dati tecnici e contabili. La realizzazione
della nuova viabilità comporta un esborso di poco meno di 3 milioni e 400mila euro. Il tracciato, lungo 1.600 metri e largo 10 metri e mezzo, si congiungerà con il tratto già realizzato, a suo tempo, nel territorio del limitrofo Comune di Mossa.

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