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Dalla sedia a rotelle alla corsa per Telethon dopo un mese di coma

Il palmarino Gaetano Trimarchi, 41 anni, lo scorso maggio finì in un dirupo in sella alla bicicletta sul colle di Medea

PALMANOVA. Dalla sedia a rotelle alla pista. Dal letto di ospedale alla piscina. Da 58 chili a 72. Sono alcuni dei traguardi messi a segno, passo dopo passo, da Gaetano Trimarchi, triatleta palmarino, classe ‘76. La scorsa primavera, assieme a due amici (il runner Steve Bibalo e Silvia Zanin, appassionata di arrampicata), stava effettuando una corsa in bici sul colle di Medea. E’ uscito di strada ed è finito in un dirupo. Immediati i soccorsi dei suoi compagni, di altri due ciclisti di passaggio, del 118.

Ma Trimarchi aveva riportato un pesantissimo trauma cranico. Era stato condotto con l’elisoccorso all’ospedale di Udine dov’era stato tenuto per diversi giorni in coma farmacologico, non in pericolo di vita, ma con concrete probabilità di aver riportato serie conseguenze dall’incidente.

Di quel mese di vita, dal 21 maggio (il giorno del compleanno del nonno di cui porta il nome, ci tiene a precisare) al 30 giugno (prima data di cui ha avuto consapevolezza dopo la caduta), non ricorda assolutamente nulla. In quel mese i medici e gli infermieri del reparto di terapia intensiva del Santa Maria della Misericordia e poi i colleghi del Gervasutta lo hanno curato, seguito, rimesso in piedi.

Certo, anche il suo fisico e la sua determinazione sono stati fondamentali. Ma il fatto di poter di nuovo infilarsi una muta per nuotare in mare aperto, di rimontare in sella alla bici da corsa, di infilarsi nuovamente delle scarpette non era affatto scontato. La prima volta in cui ha inforcato nuovamente la bici, Trimarchi è andato (senza dirlo a nessuno) a Medea, nella speranza di ricordare qualcosa di quel giorno o forse anche solo per esorcizzare la paura.

«Non sono mai stato uno spericolato – spiega -. Anzi, a volte venivo deriso dai compagni di gioco o di avventure sportive proprio per la mia cautela. Per questo non capisco davvero cosa sia andato storto in quella discesa, che peraltro conoscevo benissimo...».

Ha ricominciato ad allenarsi, partendo proprio dalle basi, andando al “Corso di corsa” con il Niù team di Pozzuolo del Friuli, seguito proprio da Bibalo. Ha ricominciato a nuotare assieme agli amici del Triathlon Lignano Sabbiadoro, che hanno perfino organizzato, durante una loro manifestazione, una raccolta fondi per fargli riparare la bici.

Il percorso riabilitativo è stato lungo: per settimane si è sottoposto a sedute giornaliere con i fisioterapisti, la logopedista, la psicologa. Dopo le dimissioni ha continuato a impegnarsi per il recupero. Ha superato prove fisiche e accertamenti di idoneità alla guida, al lavoro, ecc.

Diversi passi sono ancora da compiere. Ma Trimarchi domani ricomincia a lavorare e domenica, dalle 4 alle 5 del mattino, correrà a Udine per Telethon. «Desidero dedicare questa corsa – spiega – a tutti i medici e gli infermieri che mi sono stati accanto in questi mesi. Aldilà della loro professionalità, desidero ringraziarli per la grande umanità. In questa disavventura, la passione per il loro lavoro, l’amore nello svolgerlo, il rispetto per la persona (hanno assecondato anche il mio essere vegetariano) e la soddisfazione dipinta sui loro volti per i risultati raggiunti sono una nota positiva che mi porterò sempre nel cuore».

Il
prossimo traguardo? Trimarchi, assieme agli amici della Lignano Triatlhon, è tra gli organizzatori dell’Aquatic Runner che vede gli atleti cimentarsi sulla distanza Grado-Lignano a piedi e a nuoto. Il 16 settembre 2018 si prefigge di essere in gara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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