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Mortale a Begliano, conducente a processo

Rinviato a giudizio il giovane che guidava la macchina sulla quale perse la vita la ventisettenne monfalconese Denise Niemis

Il trentaduenne Manuel Satti dovrà affrontare il processo per omicidio colposo, in relazione alla morte della monfalconese Denise Niemis, 27 anni, che aveva perso la vita a causa dell’incidente stradale avvenuto sul cavalcavia di Begliano. Era il 3 marzo 2016, attorno alle 14.20. I due giovani stavano rientrando a Monfalcone, lungo la strada regionale 14, l’operaio di San Canzian al volante della sua Ford Ka e a fianco la ragazza. Nell’affrontare la rampa del cavalcavia, sul lato della località di Pieris, la vettura era sbandata invadendo la corsia opposta di marcia, mentre stava sopraggiungendo un autocarro Peugeot, condotto da Maurizio Salvan. Il conducente era riuscito a evitare l’impatto sterzando rapidamente e finendo contro il guard-rail laterale del proprio senso di marcia. Subito dopo però era avvenuto il frontale, con una Picasso guidata da una quarantenne di Cervignano. La ragazza monfalconese era deceduta sul colpo. Satti era stato invece trasferito all’ospedale di Udine, mentre la donna cervignanese era stata trasportata al Cattinara.

L’altro giorno, al Tribunale di Gorizia, l’udienza preliminare davanti al Gup Flavia Mangiante, pubblico ministero Ilaria Iozzi. Un’udienza durata circa mezz’ora, che ha sancito appunto il rinvio a giudizio a carico del trentaduenne. L’avvio del procedimento, che sarà affidato a un giudice monocratico, è stato fissato al 12 giugno 2017. Durante l’ultima udienza si è anche costituito parte civile lo zio della ragazza, su richiesta del legale, rappresentato dall’avvocato Raffaele Mauri, che ora affianca i genitori di Denise, assistiti dall’avvocato Riccardo Cattarini. È stata inoltre citata quale responsabile civile l’assicurazione Unipol, a fronte della richiesta del trentaduenne di poter avere un supporto ai fini del risarcimento danni. In aula, a rappresentare i genitori della monfalconese l’avvocato Enrica Canciani.

Il giudice Mangianti ha quindi accolto la richiesta dell’avvocato Mauri in merito alla costituzione di parte civile dello zio di Manuela, pur di fronte alle eccezioni poste dai difensori dell’imputato e dell’assicurazione, circa la legittimazione sostanziale del parente. L’avvocato Mauri, a margine dell’udienza, ha spiegato le ragioni del coinvolgimento del proprio assistito: «È legittima l’eccezione che è stata posta al giudice, tuttavia la scelta dello zio della giovane di costituirsi parte civile al processo è stata dettata dal fatto che il congiunto, peraltro molto legato a Denise, vuole partecipare al dibattimento proprio per conoscere le cause, le circostanze e le ragioni di quanto era accaduto quel drammatico giorno durante l’incidente stradale nel quale la nipote ha perso la vita».

L’avvocato Canciani, a inizio udienza, ha depositato una memoria investigativa difensiva nella quale viene posto l’accento sull’aspetto relativo alle condizioni di salute del trentaduenne, al fine di tentare di chiarire se durante l’incidente Satti avesse effettivamente accusato un malore e se fosse stato «prevedibile», in relazione a problemi di epilessia sofferti dal sancanzianese. In sostanza, la questione posta dal legale è se quel giorno il giovane avesse considerato l’opportunità o meno di mettersi al volante, nonché se le specifiche procedure previste per questa tipologia di sofferenza fossero state correttamente eseguite e seguite dal trentaduenne.

Un aspetto, quello di un malore, che, per evidenti ragioni opposte, affronterà sicuramente anche la difesa di Satti, rappresentata dall’avvocato Franco Crevatin.

La vettura, secondo quanto stabilito dalla perizia eseguita, non aveva problematiche da far ipotizzare una
correlazione circa le cause del sinistro. Nel momento in cui era avvenuto l’impatto, come hanno inoltre accertato le indagini, la ragazza non aveva le cinture, ed era stata sbalzata in avanti procurandosi un politrauma letale. E l’airbag non si era aperto.

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