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La lunga sequenza dei furti di rame

Numerose le incursioni nelle aziende che usano il conduttore in grandi quantità

Se in via Carbonara i “prelievi” sono di poco conto, in altri depositi o ex fabbriche l’obiettivo di persone in cerca di tesori tra i rifiuti o ladri che si introducono in edifici ancora in attività, sono indirizzati soprattutto alla ricerca di rame.

Tra i furti più grossi figura quello registrato nel settembre 2016, quando la Polizia di Stato di Trieste ha arrestato tre cittadini sloveni, che avevano prelevato rame dalla Metfer, ditta di recupero di materiali ferrosi. Nelle prime ore del mattino, durante controlli nella zona di via Pietraferrata, una volante aveva fermato due uomini, scovando poi un terzo complice, che cercava di nascondersi lungo i binari, dove aveva occultato il materiale. Si erano introdotti nel deposito, asportando circa 800 chili di rame, portandolo all’esterno dell’edificio.

La Questura precisa che su questo fronte i controlli sono sempre serrati, con il monitoraggio di tutti i luoghi dove il rame è presente in grandi quantità. A maggio 2017, ad esempio, già era stata resa nota l’attività di contrasto in tal senso, che aveva portato a ispezioni in 27 siti, con l’impiego di quaranta operatori della Polizia Ferroviaria. Durante tutti gli accertamenti investigativi eseguiti in quel periodo sono state controllate 12 persone.

Risale invece al 2014 l’arresto di quattro persone, in flagranza di reato, per tentato furto aggravato: si tratta di rumerni, tutti già noti alle forze dell'ordine, autori di reati contro il patrimonio, fermati dai Carabinieri della Stazione di Trieste Borgo San Sergio, a San Dorligo della Valle. Li avevano sorpresi all'interno dell'edificio dell'ex ditta Cover, mentre tentavano di rubare, utilizzando attrezzi da scasso, grandi quantitativi di rame, materiale ferroso e cavi elettrici.

Furti o tentativi negli ultimi anni sono stati registrati in altre zone della regione. Lo scorso ottobre era stata fermata una banda organizzata di ladri di rame e pannelli solari che aveva messo a segno
colpi in mezza Italia. Due le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Udine su richiesta della Procura friulana nei confronti di 21 indagati, ritenuti responsabili di furto aggravato e continuato in concorso in Italia e di ricettazione all’estero. (mi.b.)

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