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Trieste, maxigru da 2,7 mln: farà decollare l’autostrada del mare FOTO

Approdata al Molo Quinto la transtainer da 300 tonnellate, alta 12 metri e larga 50. Permetterà a Samer di movimentare tremila treni all’anno

TRIESTE La principale base operativa dell’autostrada del mare Trieste-Turchia ha compiuto un balzo infrastrutturale in grado di dare un’altra scossa di avanzamento alla tumultuosa crescita dell’intero porto di Trieste. Sul lato Nord del Molo Quinto è infatti attraccata una chiatta della ditta triestina Ocean che trasportava una gigantesca gru transtainer del peso di 300 tonnellate, alta 12 metri e mezzo e larga 50, con una portata al gancio di 60 tonnellate, tecnologicamente all’apice dell’equipment di cui sono dotati i porti mediterranei. Sta per essere installata su rotaia e diverrà operativa nella seconda metà di dicembre: costituirà la punta di diamante del terminal in concessione alla Samer seaports&terminal che comprende gli ormeggi e i piazzali di Riva Traiana e del Molo Quinto dove si sta portando a termine un investimento complessivo di oltre 10 milioni di euro.

 



La società è controllata dall’armatore turco Un ro-ro Islemeteri di Istanbul che detiene il 60% delle quote, mentre il restante 40% è ancora in mano alla Samer&co shipping spa dell’omonima famiglia triestina che con lungimiranza imprenditoriale già trent’anni fa aprì la via marittima con il Paese della Mezzaluna.

La nuova gru transtainer sarà utilizzata per caricare e scaricare i treni che sempre più numerosi arrivano e partono dal terminal Samer diretti in Austria, Germania e Lussemburgo. In un’ora si potranno fare 25-27 movimenti contro i 15 di una reach stacker tradizionale.

«Con questo salto qualitativo del nostro equipment – ha spiegato ieri l’amministratore delegato della società terminalista, Doriano Mistrangelo – saremo in grado di operare contemporaneamente su due treni, mentre fino ad ora potevamo impegnarci soltanto su mezzo convoglio (la lunghezza totale è di 550 metri) alla volta. Dal 2018, rispetto ai poco più di duemila attuali, contiamo di movimentare tremila convogli all’anno, cioè quasi il 40% del movimento ferroviario dell’intero porto di Trieste (che in questo settore è il primo in Italia, ndr)». Cambierà completamente anche il modo di lavorare oggi impostato su carrelli diesel e a breve focalizzato su una gru elettrica e quindi “green”. A regime inoltre metà delle movimentazioni complessive del gruppo saranno veicolate attraverso la ferrovia il che, togliendo migliaia di Tir dalle strade, ridurrà l’impatto ambientale.

Già nel 2017 la società, come rilevato dallo stesso Mistrangelo, ha fatto registrare un aumento di fatturato del 60%, il che ha permesso di procedere a venti nuove assunzioni. «Ora i dipendenti sono una novantina – ha specificato l’ad – mentre solo qualche anno fa erano 12. Ci avvaliamo però anche dell’Agenzia per il lavoro portuale, il che significa che in certe giornate tra lavoratori diretti e indiretti ce ne sono all’opera 150. L’anno prossimo, in corrispondenza con l’aumento dei traffici, faremo altre assunzioni».

Situazioni di crescita che si stanno verificando anche in altri terminal ed era chiara la soddisfazione, alla cerimonia di ieri, sul volto del dirigente dell’Authority, Antonio Gurrieri. La gru è stata costruita dalla ditta austriaca Kunz nel cantiere navale 3 Maj di Fiume e al trasferimento ha collaborato anche la ditta italiana Fagioli. Per la sua acquisizione (il costo, esclusi trasporto e installazione, è stato di 2,7 milioni), ma più in generale per tutta l’operazione di rilancio del terminal con un investimento complessivo appunto di oltre 10 milioni di euro, completamente privato, è intervenuta con fondi Frie la Banca popolare di Cividale come hanno fatto sapere i suoi dirigenti Luca Baucer e Vincenzo Spinelli.

Il Molo Quinto dunque si sta trasformando in un terminal avveniristico con una piastra ferroviaria di quattro binari, grazie anche all’abbattimento del vecchio capannone contrassegnato dal numero 50 che è in corso in questi giorni e che fornirà nuovi spazi alla movimentazione di semirimorchi, casse mobili e container.

Le operazioni di riammodernamento complessivo si concluderanno a gennaio e i traghetti che ogni settimana collegano Trieste con i porti turchi di Mersin, Ambarli e Pendik diverranno da otto a dieci. È questo solo il troncone principale dell’autostrada del mare Trieste-Turchia: un altro, in forte crescita, ha per capolinea il Molo Sesto dove operano i turchi della Ekol e socio di minoranza della società terminalista è Parisi Group.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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