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Nasce sul Calvario la Cattedrale del vino

Pronta nel 2020, per rispettare il paesaggio collinare la cantina di Damijan Podversic sarà quasi completamente interrata

Sarà pronta tra poco più di due anni la “cattedrale del vino” che Damijan Podversic sta costruendo sul monte Calvario. Sarà il nuovo nucleo che consentirà al viticoltore di abbandonare la cantina di Dolegna del Collio, dove l’azienda è in affitto dal 1988, per edificare nel cuore del Calvario il quartier generale dell’etichetta “Damijan”, che sovrasterà in maniera inaspettatamente discreta circa 6 ettari di vigneti incastonati tra via delle Chiese Antiche e l’area sacra del monte, dominata dall’obelisco e dalle Tre Croci. «Ho sentito che in città gira voce che stia costruendo un ecomostro, ma non c’è nulla di più sbagliato», esordisce Podversic giocando d’anticipo sulle possibili critiche all’intervento nel cuore del Calvario. «Ritengo che poter lavorare una terra così bella come quella del Collio sia un privilegio, sarebbe un peccato mortale rovinarla con costruzioni invadenti e capannoni antiestetici. La cantina che stiamo costruendo vuole essere bella non solo tra dieci anni, ma anche tra cinque secoli. Un capannone sarebbe costato meno, lo so, ma quello si che sarebbe stato un obbrobrio che non si può accettare in un ambiente naturale bello come il Calvario. D’altronde non è un caso se per realizzare quello che avevamo in mente, abbiamo dovuto firmare 22 contratti e ottenere 5 varianti al piano regolatore». Parliamo di discrezione poiché la cantina sarà quasi completamente interrata. Osservandola dall’alto, a lavori finiti, si noterà solamente una piccola terrazza che nella fase operativa servirà per lo scarico delle uve e che sarà circondata da un tetto erboso per coprire alla vista il resto della cantina. I visitatori che arriveranno dalla strada, invece, si troveranno davanti una parete rocciosa alta cinque metri e larga circa cento, sicuramente imponente ma realizzata da cima a fondo in pietra locale senza fughe. Regalerà l’impressione non di entrare in una cantina, ma di varcare la soglia di una caverna o, come ama pensare Podversic, in una “cattedrale sotterranea del vino”. «Il nostro è un sogno che coltiviamo da 25 anni - racconta ancora Podversic - e oggi sono più che mai convinto che la cantina possa produrre un certo indotto grazie al turismo enogastronomico in un luogo dove, non va dimenticato, fino a 50 anni fa non si costruivano cantine ma bunker e caserme». La cantina sarà organizzata su tre livelli. Il primo, più nascosto agli occhi dei visitatori e nella parte più umida della “vasca”, servirà ad alloggiare il deposito delle bottiglie, mentre la parte superiore sarà composta da tre ovali, che conterranno le botti di ciascuna delle ultime tre annate. Nella convergenza tra gli ovali sarà infine ricavato l’ultimo spazio, quello dedicato alle degustazioni e alla vendita
delle bottiglie. Alla cerimonia di posa della prima pietra hanno partecipato altri quindici produttori, le cui bottiglie sono state sigillate all’interno di una cassa cementificata nella nuova cantina. L’inaugurazione è prevista per l’inizio del 2020.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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