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Beve veleno nell'aula del Tribunale penale internazionale: suicida generale croato
IL CASO

Beve veleno nell'aula del Tribunale penale internazionale: suicida generale croato

Slobodan Praljak deceduto in ospedale all'Aja: aveva ingerito la sostanza mentre veniva confermata in appello la condanna per crimini di guerra

Bosnia, criminale ex Jugoslavia beve veleno in aula I giudici del tribunale dell'Onu per i crimini di guerra nell'ex Jugoslavia hanno sospeso un'udienza dopo che uno degli imputati ha bevuto un liquido da una bottiglietta, sostenendo di avere assunto del veleno. Autore del gesto è Slobodan Praljak, un ex comandante delle forze croato-bosniache nella guerra del 1992-95. "Non sono un criminale di guerra", ha urlato prima di bere dalla bottiglietta, dopo che i giudici avevano confermato in appello la sentenza a suo carico di 20 anni di carcere. L'uomo è morto dopo essere stato portato in ospedaleLeggi su Repubblica.it

ZAGABRIA Il generale croato Slobodan Praljak è deceduto in un ospedale all'Aja, dopo aver bevuto stamane mercoledì 29 novembre in diretta televisiva una bottiglietta di veleno al momento della conferma della sentenza di colpevolezza per crimini di guerra con la condanna a vent'anni di carcere al Tribunale internazionale per la ex Jugoslavia. Prima di bere il veleno, il generale croato ha detto: «Slobodan Praljak non è un criminale di guerra e con sdegno respingo la sentenza» del Tpi.

Dopo essere stata sospesa, è ripresa la lettura delle sentenze in appello dei tre rimanenti croati bosniaci per i quali sono state quasi per intero confermate le condanne di colpevolezza espresse in primo grado nel 2013. I giudici non hanno menzionato il gesto di Praljak, ma è solo stato detto che alle autorità olandesi è stata richiesta un'inchiesta sull'accaduto.

La presidente della Croazia, Kolinda Grabar Kitarovic, ha interrotto una visita in Islanda ed è in viaggio per Zagabria. Il premier Andrej Plenkovic si rivolgerà alla nazione nel tardo pomeriggio.

Il generale era uno di sei ex leader politici e militari croato-bosniaci a processo alla Corte dell’Aia. La condanna a 20 anni per Praljak era stata originariamente emessa nel 2013, per crimini di guerra commessi nella città di Mostar. Nonostante croato-bosniaci e musulmani siano stati alleati contro i serbo-bosniaci nella guerra del 1992-1995, per 11 mesi hanno anche combattuto fra loro, e alcuni dei combattimenti più feroci hanno avuto luogo proprio a Mostar. Praljak, ex comandante delle forze croato-bosniache del Consiglio di difesa croato Hvo, è stato incarcerato per crimini contro l’umanità: la Bbc ricorda che, secondo quanto accertato dal tribunale Onu, informato del fatto che i soldati stavano raccogliendo musulmani a Prozor nell’estate del 1993, non aveva fatto alcun tentativo significativo di fermarne l’azione; e non aveva agito neanche dopo avere ricevuto le informazioni sul fatto che fossero in programma omicidi, attacchi a membri delle organizzazioni internazionali e la distruzione dello storico ponte di Mostar e di moschee.

Il Tribunale penale internazionale per la Ex Jugoslavia, istituito dalle Nazioni unite nel 1993, chiuderà i battenti il mese prossimo, quando scadrà il suo mandato.

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