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La Rosa dell’Isonzo sbarca sul mercato

Il pregiato radicchio rosso è prodotto dall’istituto agrario di Gradisca. Sabato 16 la presentazione

GRADISCA. Dopo lo spumante Emopoli, un altro prodotto interamente "made in Brignoli" è pronto a sbarcare sul mercato. Si tratta del pregiato radicchio rosso che gli studenti dell'istituto agrario gradiscano in rete con i produttori locali – una ventina - realizzeranno sotto il marchio Rosa dell'Isonzo, curando in prima persona e direttamente tutta la filiera. Il progetto, che è stato apprezzato anche a livello regionale e ha potuto contare su un finanziamento dal Programma di sviluppo rurale, sarà presentato con un convegno al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Appuntamento sabato 16 dicembre alle 10 con i saluti del dirigente scolastico, Marco Fragiacomo, e delle autorità. Seguirà la presentazione della rete e del progetto con intervento del perito agricolo Giovanni Cattaruzzi e degli agricoltori coinvolti, e la presentazione delle aspettative. Il tema del miglioramento genetico della Rosa dell’Isonzo è affidato a Costantino Cattivello dell’Ersa. Seguirà dibattito. Alle 12 trasferimento all’enoteca regionale La Serenissima con cibi a base di Rosa dell’Isonzo brindando con l’Emopoli, lo spumante di Gradisca d’Isonzo prodotto dall’Istituto, e i vini della tenuta di Angoris che, oltre a produrre vini eccellenti, collabora da tempo con la scuola.

Il progetto “Rosa dell’Isonzo” vuole sviluppare una filiera completa per la costituzione di nuove varietà di radicchio rosso e giallo a partire da ecotipi locali, dalla selezione delle sementi, alla produzione e alla vendita, grazie ad un partenariato che vede protagonisti la scuola e molti competenti agricoltori locali, che da anni producono radicchi da grumolo forzati letteralmente fatti a mano. L'areale di produzione della Rosa dell'Isonzo comprende i comuni siti nella pianura alluvionale formata dall'Isonzo, da Cormòns a Grado, passando per Gorizia, Gradisca, Monfalcone, Staranzano, gli altri comuni della provincia di Gorizia e alcuni comuni della provincia di Udine: Aiello, Ruda, Villa Vicentina e Fiumicello. Il gruppo di agricoltori che ha deciso di produrre e commercializzare il "Radicchio Rosa dell'Isonzo" (marchio registrato) si è formato a seguito di una serie di iniziative che hanno visto al centro l'istituto Brignoli di Gradisca. La scuola ha sperimentato fin dal 2009 la coltivazione dei radicchi forzati locali e dal 2014 in poi ha lavorato con un obiettivo ben definito, quello di mettere le basi per aggregare i produttori dei radicchi locali e condividere le competenze acquisite nel corso del tempo. Per gli studenti un'occasione di toccare con mano l'esperienza del mondo del lavoro. Per il territorio una possibilità di esportare un prodotto che può essere anche veicolo di ricaduta turistica e promozionale. Si è cercato inoltre di ampliare l'areale di produzione dell'ormai famoso radicchio rosso Rosa di Gorizia, coltivato da imprenditori agricoli anche fuori dal piccolo territorio del comune di Gorizia, al fine di rispondere alle richieste di un mercato più ampio e creare una fonte di reddito per gli imprenditori locali tra i quali molti giovani, anche quelli che ogni anno si diplomano al Brignoli di Gradisca d'Isonzo. L'accordo di partenariato tra gli agricoltori coordinati dal Brignoli nasce quindi con l'intento di gettare le basi per valorizzare i radicchi locali, permettendo anche agli agricoltori che non sono strettamente goriziani di beneficiare della forte domanda del mercato. «La scelta fatta dalla scuola e dagli agricoltori riguardo al nome
del radicchio riferito all'Isonzo ha il significato di unire piuttosto che dividere» ha spiegato Fragiacomo. Gli studenti hanno creato una cooperativa virtuale ("Terra di Rose") che curerà tutti gli aspetti della produzione e della promozione.

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