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L’assalto dei migratori all’Isola della Cona Già 15mila esemplari

Entra nel vivo la stagione dei lunghi trasferimenti dei volatili Appena arrivate dalla Siberia 700 preziose oche “lombardelle”

STARANZANO. Uno stormo di almeno 700 oche “lombardelle” è atterrato in queste ultime ore all’Isola della Cona, proveniente dall’Ucraina. Si tratta di un uccello raro fino a qualche anno fa, ma che ha trovato nella Riserva naturale Foce Isonzo il posto ideale per svernare, avendo la località un clima più mite rispetto ai suoi paesi di origine. Un vanto per l’Isontino e la Regione, che continua a investire molto nell’area protetta, e una vera manna per tanti appassionati e fotografi naturalisti.

In questo periodo arriva in effetti una quantità notevole di uccelli, che arricchisce di giorno in giorno la popolazione stanziale, quest’anno molto numerosa. Lo confermano i naturalisti della Sbic, la Stazione biologica dell’Isola della Cona, che, oltre al monitoraggio delle specie e della loro quantità, hanno il compito di svolgere anche rilevamenti scientifici sugli uccelli in arrivo. Tutti questi movimenti rappresentano una conferma importantissima sulla bontà dell’area protetta, diventata da qualche anno un punto di riferimento nel Nord Italia per un fenomeno migratorio degli uccelli in progressivo incremento. Attualmente la Riserva Foce Isonzo ne ospita circa 15mila esemplari. Fra questi, oltre alle oche “lombardelle”, delle quali prima di Natale si attende un forte incremento, sono state rilevate fra l’altro 1.500 oche grigie, molte anatre di superficie, e circa ottomila tra germani, alzavole, fischioni e canapiglie. Fanno capolino in questo periodo di forte migrazione anche alcuni rapaci costantemente in caccia di prede, che trovano in abbondanza, come l’astore e l’albanella reale, anche nella zona dei ripristini dell’Isola della Cona, alcune volte visibili pure dagli ampi finestroni del bar e del Museo della papera.

Negli ultimi monitoraggi alla foce sono stati censiti tra le varie specie un centinaio di beccaccini, 55 marangoni dal ciuffo, 1.500 cigni reali, alcuni dei quali marcati con anelli e collari colorati che evidenziano una provenienza centroeuropea, sette strolaghe mezzane, due svassi collorosso, 21 edredoni, 400 chiurli maggiori (fra l’altro simbolo della Riserva) e oltre duemila piovanelli pancianera. «Questa è la situazione a oggi ma non facciamo in tempo a quantificarle poiché cambiano subito di numero – spiega il direttore della Sbic Fabio Perco – in quanto continuano a moltiplicarsi con gli arrivi di altre specie. L’anno scorso, in pieno inverno, verso la fine di dicembre, solo le lombardelle avevano raggiunto il record di circa 7.500. È un’oca che arriva dalla lontana Siberia e dal Nord Est dell’Europa. L’arrivo di tanti esemplari di questo uccello rappresenta uno dei grandi successi della riserva perché vengono da molto lontano. Negli anni ’50 le lombardelle erano considerate talmente rare da meritare addirittura segnalazioni nelle riviste specializzate del settore. Certamente è un ottimo segnale per la nostra zona».

Va poi tenuto presente che numerosi volatili fanno sosta pure nella zona della Riserva delle aree dei comuni di Fiumicello, San Canzian e Grado e in valle Cavanata. Il picco più alto di uccelli si avrà probabilmente a fine
dicembre quando si conteranno oltre 20, 25mila esemplari. Matteo De Luca e Silvano Candotto sono due naturalisti impegnati nel monitoraggio delle specie e delle quantità presenti, proprio nell’ambito delle operazioni di censimento della fauna selvatica.

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