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Il raddoppio della discarica ora mette paura a Ronchi

Pressing del M5S sul possibile cambio dei materiali trattati nell’impianto di San Pier il cui ampliamento interessa il territorio comunale. Lanciata una petizione online

RONCHI DEI LEGIONARI. Scoppia la grana legata all’ampliamento dell’impianto di trattamento di inerti a cavallo tra Ronchi dei Legionari e San Pier d’Isonzo. L’intervento interessa proprio il territorio comunale ronchese, in via San Pietro. Dopo aver già agitato le acque a San Pier alla fine dell’estate, la questione ha tenuto banco in occasione dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Ronchi, per effetto di un’interpellanza urgente presentata dal M5S, mentre sta “montando” anche una petizione online.

Nel documento si sottolinea come già da qualche mese sia nota l’intenzione della ditta Costruzioni Isonzo «di richiedere una variazione di destinazione d’uso per un lotto di terreno presente a Soleschiano». L’impresa si occupa di ricevere e trattare rifiuti inerti e sta richiedendo una variazione di destinazione d’uso funzionale all’ampliamento dell’attività, recita la nota dei pentastellati. «Le dichiarazioni rilasciate con le quali la ditta specifica di non voler variare la tipologia dei rifiuti gestiti e lavorati – spiega il consigliere grillino Lorena Casasola – è conflittuale con la relazione tecnica presentata il 23 marzo scorso, in cui afferma l’intenzione di aumentare sia la tipolologia sia la quantità dei rifiuti gestiti. Queste dichiarazioni, conflittuali nel loro intento, non hanno ancora avuto chiarezza né da parte della ditta né da parte della giunta comunale».

In aula è stato il sindaco Livio Vecchiet a rispondere, sottolineando come gli uffici competenti, anche assieme ad Arpa, «eseguiranno tutte le verifiche tecniche prima di passare all’elaborazione della variante e, quindi, di rilasciare un’eventuale autorizzazione». Obiettivo primario è in effetti chiarire ed evidenziare ciò che il lotto in questione ospitava negli anni precedenti. «È noto a tutti – ha detto ancora Casasola – che il terreno sul quale dovrebbe avvenire l’ampliamento fosse in passato una discarica di materiali inerti, il cui suolo, però, non è mai stato oggetto di analisi approfondite o carotaggi atti a delineare la presenza o meno di inquinanti o eventuali criticità».

Nella relazione tecnica illustrativa presentata al Comune dalla ditta nel marzo scorso, si fa riferimento all’ampliamento delle tipologie e della quantità dei rifiuti conferiti e trattati che sono plastica, gomma, carta, cartone, miscele bituminose e rifiuti urbani non differenziati. E sono questi gli elementi che preoccupano non poco i residenti della zona. Il secondo nodo, non essendo nota la tipologia di lavorazioni previste dall’ampliamento, è rappresentato dall’incognita su quale potrà essere l’eventuale conseguente aumento dell’inquinamento collegato all’attività, sia acustico, sia dell’aria.

«Ci domandiamo come sia possibile ad oggi – sono ancora le parole del consigliere pentastellato – la presentazione di una richiesta di variazione di destinazione d’uso finalizzato alla lavorazione dei rifiuti su di un lotto che dista meno di mille metri dalle abitazioni e meno di tremila metri dagli impianti idrici, come stabilito dalla legge. È incredibile peraltro ritrovarsi praticamente nel 2018 con le richieste di ampliamento finalizzate alla lavorazione dei rifiuti da parte di una ditta già in passato oggetto di controlli dei carabinieri del Noe, che hanno provveduto a un sequestro per un riscontrato pericolo di inquinamento. Ad ora ci è solamente noto che l’aggiornamento alla variante del Piano comunale di classificazione acustica sia derivante dalla stessa ditta richiedente, oggi, la variazione di destinazione d’uso. Ma magari si tratta di una semplice coincidenza».

Il Movimento 5 Stelle chiede pertanto al primo cittadino di «fare chiarezza su numerosi aspetti della vicenda» e di «analizzare il terreno su cui dovrebbe avvenire la variazione, attivando gli accertamenti tecnico ambientali prima di procedere con la variante, già annunciati dalla giunta, e definendo una scadenza massima per gli stessi». I pentastellati sollecitano anche ad avere certezza delle tipologie di lavorazioni previste dalla ditta ed essere a conoscenza dei livelli di inquinamento che si raggiungeranno con questo eventuale insediamento.

In queste ultime settimane
è stata anche lanciata una petizione online sulla piattaforma Change.org contro il progetto della Costruzioni Isonzo, che a fine settembre aveva sottolineato di non avere intenzione di ampliare la tipologia dei materiali trattati.

@luca_perrino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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