Quotidiani locali

Borse della solidarietà tra i rifiuti

Palmanova, è la seconda volta che accade. Monsignor Del Zotto: «Perché gettare? Ad altri potrebbe servire»

PALMANOVA. Le “borse della solidarietà”, con i prodtti alimentari donati per le persone bisognose, finiscoono accanto ai cassonetti per i rifiuti. Ed è la seconda volta che accade.

C’è amarezza, ma anche frustrazione, tra i volontari della Caritas foraniale di Palmanova che, dopo la distribuzione di sacchetti o scatole, è capitato di trovare borsa e contenuto gettati a terra. La prima volta gli organizzatori della distribuzione hanno pensato a un errore, ma il ripetersi del fatto li ha lasciati senza parole.

Ogni settimana i volontari preparano mediamente un centinaio di “borse della spesa”. All’interno vi sono beni di prima necessità: farina, pasta, riso, pomodoro, zucchero, caffè, latticini…

Spiega una di loro, Tonina Vargiu: «Sono i prodotti che riusciamo a mettere assieme per la distribuzione, grazie alle nostre collaborazioni e alla generosità di persone e aziende. Qualche nucleo familiare si presenta a ritirare queste borse una volta al mese, qualche altro più volte, in base alle necessità. Noi registriamo le persone a cui abbiamo consegnato la borsa, ma ovviamente non ci è possibile risalire al responsabile del gesto di gettarle via. Ci siamo rimasti malissimo».

Secondo quanto riferito dalla responsabile del Centro di Ascolto Caritas di Palmanova, Sandra Nobile, la Caritas segue 113 nuclei familiari per un totale quindi di circa 400 persone, distribuite sul territorio dei sette comuni (Palmanova, Bagnaria, Trivignano, Santa Maria, Pavia di Udine, Gonars, Bicinicco) che compongono la Forania. Per una buona parte si tratta di cittadini stranieri con famiglie numerose, mentre un 40% è composto da italiani che si trovano in difficoltà, non hanno un lavoro, sono separati con figli.

Per riuscire a riempirle, queste borse della spesa, la Caritas attinge al banco alimentare di Pasian di Prato, ha attivato collaborazioni con alcuni supermercati che regalano cibi in prossimità alla data di scadenza (ma non scaduti ovviamente), ha messo in piedi iniziative di raccolta fondi e prodotti nelle chiese.

Commenta il vicario foraneo, mons. Angelo Del Zotto: «Quello di gettare le borse
ricevute è un gesto che non riusciamo a spiegare. E ci interroghiamo sul suo significato. Distribuiamo quel che riusciamo a raccogliere. Se non è di gradimento, se è non quanto ci si aspettava di trovare, basta un “no, grazie”. Perché gettare? Altre persone potrebbero averne bisogno».

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro