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Trieste, lo sfalcio da 80mila euro per il tram ancora ai box

Il Comune stanzia i soldi per il taglio dell’erba e le manutenzioni lungo la trenovia. Intanto è lotta contro il tempo per i progetti dei lavori da presentare all’Ustif

Trieste, il tram di Opicina fermo a tempo indeterminato Il problema ora è molto complesso: bisogna sistemare non solo le vetture, ormai pronte e tirate a lucido, ma anche l’intera linea. Impossibile stabilire quando il tram potrà esser rimesso in funzione. L'articolo

TRIESTE Ottantamila euro per lo sfalcio dell’erba lungo i binari del tram di Opicina fermo dall’agosto 2016. Li ha stanziati il Comune mentre negli uffici municipali è corsa contro il tempo per realizzare i singoli progetti dei lavori da eseguire sull’impianto e che dovranno essere spediti all’Ustif, l’ufficio ministeriale competente con sede a Venezia, per il nulla osta alla ripartenza. Intanto è già arrivato sulla scrivania dell’assessore regionale alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro il prospetto generale che i tecnici di Comune, Regione e Trieste Trasporti hanno elaborato dopo il tavolo delle scorse settimane tra i tre enti, e che il sindaco Roberto Dipiazza ha firmato prima della consegna ufficiale. Questo step serve affinché l’amministrazione comunale possa ricevere i fondi necessari dalla Regione per eseguire i lavori, che valgono 3,9 milioni di euro. Ottocentomila li ha già previsti la stessa amministrazione, per realizzare i primi interventi.

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Nel frattempo la giunta ha approvato un accordo quadro per la manutenzione straordinaria della trenovia Trieste-Opicina. Bisogna in primis sfalciare le aree verdi lungo i binari. Costo totale: 80mila euro Iva e sicurezza comprese. Una soluzione che prevede la pulizia accurata sia all’interno che all’esterno del sedime tranviario. Intervento incluso in un lotto previsto dal Programma triennale delle opere pubbliche 2017-2019 per una spesa complessiva di 345mila euro. Che cosa c’è da fare? Interventi di ripristino su murature, muri di recinzione, abbattimento degli alberi pericolanti, potatura degli alberi, sfalcio di aree verdi con decespugliatura, messa in sicurezza di scarpate con eventuale posa di reti di ancoraggio, riparazione e sostituzione di cancelli, parapetti, ringhiere e recinzioni.

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Sul fronte burocratico, affinché si possa ottenere il nulla osta dall’Ustif per far ripartire il tram, il Comune deve spedire, spiegano gli uffici, i singoli progetti per le azioni da fare, individuando prima di tutto chi incaricare per redarli. Le opere da eseguire sono un mix tra le proposte avanzate nel 2015 da Trieste Trasporti e le novità aggiunte dai meeting di Comune, Regione e Tt che riguardano la sostituzione di una parte delle rotaie, il rinnovo della linea elettrica di contatto e la sistemazione dei marciapiedi delle fermate. Una volta approvata almeno la prima tranche di lavori dall’Ustif, sarà il momento della gara d’appalto. «La Regione ha ricevuto le carte - conferma Dipiazza -, intanto con gli 800mila euro che abbiamo già in mano potremo cambiare alcuni tratti della tranvia e operare sulla linea aerea». L’auspicio del primo cittadino è di poter ripartire con due carrozze a primavera, dopo aver eseguito anche la certificazione dell’impianto di risalita che scade proprio nella prima metà del 2018.

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La Regione potrebbe già stanziare il budget necessario nella prossima finanziaria? «La Regione ha in programma di intervenire sulla Legge di stabilità per il 2018 - precisa Santoro -, che è già in discussione in Consiglio, inserendo le risorse necessarie per rendere nuovamente operativa la linea tranviaria. La scorsa settimana abbiamo ricevuto dal Comune la documentazione con un programma di interventi fondamentali e necessari. Ci sono già state una prima interlocuzione e integrazione e ora l’ufficio competente della Regione sta terminando l’istruttoria volta a garantire che gli interventi previsti portino effettivamente e in tempi certi alla riattivazione del servizio, che è la cosa più importante per la Regione. È ipotizzabile quindi - precisa - che le risorse saranno introdotte nella Legge di stabilità con un emendamento. Alla Regione interessa che gli interventi previsti siano tutti quelli necessari affinché l’Ustif emetta con certezza una valutazione positiva. Ci saranno ancora delle verifiche la prossima settimana. Come promesso quindi faremo la nostra parte per la tutela di un patrimonio culturale di tutta la Regione».

 

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