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I 200 di corsa nella Grotta Gigante

Alla Cronotraversata del Maestro, con risalita da 500 gradini, applaudito soprattutto l’over 70 Sergio

SGONICO. Alla fine, il più applaudito è stato lui, Sergio Englandi, un over 70, che ha voluto cimentarsi per l’ultima volta nella sua carriera di sportivo dilettante su un percorso che farebbe rabbrividire i suoi coetanei al solo pensiero di affrontarlo. Ma la “Cronotraversata del Maestro”, la corsa che prevede un tragitto all’aperto nei boschi, poi la discesa nella Grotta Gigante lungo il sentiero del Maestro, e infine la risalita, da completare scalando i 500 gradini che riportano in superficie alla sommità della Grotta Gigante, è anche e soprattutto questo. Una grande festa che neppure la forte pioggia della notte fra sabato e domenica ha potuto condizionare.

Ben 200 partecipanti si sono presentati puntuali, ieri mattina, sulla linea del via, accompagnati dal pubblico, attirato dalla particolarità dell’appuntamento e dalla curiosità di assistere a una competizione proposta per la prima volta una ventina di anni fa. In tanti si sono sistemati lungo il percorso in superficie, altri hanno scelto il piazzale antistante il Centro visitatori della Grotta Gigante.

«Nel 2009, dopo un’interruzione di qualche anno dovuta alla chiusura della Grotta Gigante per lavori di restauro – ha spiegato Lorenzo Cadelli, noto come “Dusty”, dirigente dell’associazione organizzatrice, il Cai Alpina delle Giulie –, abbiamo ripreso con la Cronotraversata e anche stavolta, nonostante le difficoltà causate dal maltempo, ce l’abbiamo fatta. La forte bora che ha spazzato l’altipiano nella notte di sabato – ha precisato – ha cancellato tutti i riferimenti del percorso di superficie e abbiamo perciò dovuto ridisegnarlo. Ma tutto è andato per il meglio – ha detto con soddisfazione – e siamo pronti per programmare da subito l’edizione del 2018».

Sul piano sportivo va segnalata la prestazione del vincitore della sezione maschile, lo sloveno Simon Strnad della società “Nanos podnanos”, che ha portato a termine la gara in 9’ e 31”, precedendo il connazionale e compagno di squadra Anej Likar. Fra le donne, successo della friulana Rosy Martin della società podistica di Ovaro, davanti a Nicol Guidolin della società organizzatrice. «La nostra manifestazione – ha ripreso Cadelli – è inserita in una combinata che prevede una gara simile anche in Slovenia, in una grotta che impegna i partecipanti tanto quanto la Grotta Gigante».

Al termine della gara, ieri pomeriggio, festosa cerimonia di premiazione, con protagonisti gli atleti iscritti, che vantano una straordinaria preparazione: le difficoltà della Cronotraversata consistono soprattutto nel dover affrontare i 500 gradini della risalita, che permettono di tornare in superficie superando
in pochi secondi un dislivello di un centinaio di metri, per giunta in un ambiente nel quale l’umidità è notevole, cosa che rende problematica la respirazione sotto sforzo. Più che meritato perciò l’applauso conclusivo rivolto a tutti i partecipanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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