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Gli aerei militari croati puntano sullo scalo di Pola

All’orizzonte la riattivazione del settore militare di Altura quale base per i nuovi velivoli che il governo di Zagabria ha in programma di acquistare

POLA. Zagabria non ha ancora preso ufficialmente una decisione in merito all’acquisto di nuovi aerei per l’aviazione militare croata, ma già si fa concreta l’ipotesi relativa alla base in cui stazioneranno i velivoli stessi. Tutto porta infatti al settore militare dell’aeroporto istriano di Altura dislocato nel Comune di Lisignano, a soli cinque chilometri dal maggiore centro istriano. A darne per primo notizia è stato il quotidiano Glas Istre, citando un alto funzionario della Regione istriana che a sua volta ha rinviato a notizie uscite dal ministero della Difesa. Notizie che del resto trovano sempre più numerose conferme negli ambienti politici della capitale. Trova così spiegazione anche il fatto che il settore militare dello scalo non è mai stato ceduto alle autorità civili, come invece era avvenuto per altre strutture che erano state impiegate dell’esercito, una volta dismesse.

L’Arena di Pola
L’Arena di Pola


Gli ultimi Mig dell’aviazione croata sono decollati da Altura cinque anni fa per essere dislocati nella base di Pleso presso Zagabria. L’allora comandante di Stato maggiore dell’esercito croato Drago Lovrić non aveva però mai annunciato la chiusura dello scalo militare polesano, mentre aveva anticipato invece l’acquisto di nuovi velivoli. Nel 2014 si era sparsa la notizia di una nuova destinazione d’uso della struttura: all’orizzonte si era affacciata infatti l’apertura di un centro di assistenza per l’industria aerea internazionale: un’operazione alla quale erano interessati alcuni investitori israeliani, che avevano trovato appoggio da parte della politica istriana. Successivamente tali voci si sono gradualmente spente.

Va ricordato che lo scalo militare di Pola è stato uno dei più importanti tra quelli costruiti al tempo dell’ex Jugoslavia: qui era infatti stazionata la 502.a base dell’ex Armata popolare jugoslava. Nell’ambito della struttura stessa erano operativi anche degli hangar sotterranei, oltre a impianti che servivano anche all’accademia per piloti. La base era in grado di accogliere fino a ottanta velivoli da combattimento. Nel 1989, poco prima della disgregazione dell’ex federativa, nello scalo erano stazionati 45 aerei del tipo Mig 21 e Galeb G4.

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Lo scalo militare era in funzione parallelamente a quello civile, che all’epoca registrava un movimento annuo di 600.000 passeggeri. Grazie alle favorevoli condizioni meteorologiche lo scalo rimaneva aperto tutto l’anno e il suo settore civile per decenni era stato utilizzato come scalo alternativo in caso di necessità o emergenza per gli aeroporti sloveni, italiani e austriaci.

Ora dunque all’orizzonte c’è la riattivazione della base militare. Per la cui ufficializzazione però occorrerà attendere: interpellato dalla stampa sulla questione, il ministero della Difesa infatti non ha fornito risposte precise.

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In ogni caso la nuova squadriglia di aerei che la Croazia acquisterà non arriverà prima del 2019. Dato ormai per scontato l’acquisto dei nuovi velivoli, rimane da deciderne il tipo e il fornitore. A quanto filtra sono in ballo una delle versioni degli F16 offerti da Israele, Grecia e Stati Uniti; oppure il Gripen JAS 39 di fabbricazione svedese. (p.r.)
 

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