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Gorizia

Due pregiudicati gli autori della rapina di Gradisca

Uno dei due, Stepan Petrosyan, è il fratello maggiore di Armen e Giorgio, i campioni di kick-boxing. I due malviventi hanno precedenti per droga

GRADISCA. Hanno un nome e un volto gli autori della rapina a mano armata in un'abitazione di via Gorizia, a Gradisca d'Isonzo. Il lavoro degli inquirenti si è concluso con l’arresto di due persone residenti nel Goriziano: il 37enne Michele Furlan e il 33enne Stepan Petrosyan, entrambi pregiudicati. Al termine dell’udienza, il giudice ha emesso ordinanza di convalida del provvedimento preso dai carabinieri disponendo per entrambi la permanenza in carcere.I due malviventi, alle 4 del mattino di lunedì scorso, previa effrazione di una porta secondaria, si erano introdotti in alloggio via Gorizia, occupato da Alba Spessot, 86 anni, e dal figlio Luca, 51enne gestore (assieme al fratello Cesare) dell'adiacente, storica osteria gradiscana del “Mulin Vecio”.

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Assieme a loro quella notte, per pura casualità, c'era nell'appartamento anche il nipote 19enne del titolare del “Mulin”. Dopo aver immobilizzato temporaneamente la donna che stava dormendo, i malviventi, con il volto parzialmente coperto e armati di coltello, si erano avventati su Luca Spessot che, allarmato dalla grida della madre, era accorso dall'altra stanza. Spessot era stato colpito con pugni al volto e minacciato di morte. Mentre uno dei due delinquenti si stava impossessando di vari monili, il figlio di Alba Spessot era riuscito a divincolarsi, raggiungendo una finestra e urlando aiuto, mentre il nipote, a sua volta svegliato dalle urla e dal trambusto aveva chiamato il 1122 rimanendo chiuso nell'altra camera per non farsi scoprire dai delinquenti.

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Sorpresi dalla reazione dell’uomo, i due si erano dati repentinamente alla fuga, portando con sé parte della refurtiva, nella campagna retrostante. Le immediate ricerche, intraprese dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gradisca d’Isonzo, unitamente ai colleghi del medesimo Reparto della Compagnia di Gorizia, sopraggiunti in supporto, hanno permesso ai militi di rintracciare poco dopo i due malfattori che, separatisi con il chiaro intento di far perdere le tracce, venivano comunque rintracciati in pieno centro cittadino e tratti in arresto. I successivi riscontri investigativi hanno permesso altresì di rinvenire gran parte della refurtiva, subito restituita ai legittimi proprietari.

L'interno del “Mulin Vecio”
L'interno del “Mulin Vecio”

Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti alla Casa Circondariale di Gorizia a disposizione della locale Procura della Repubblica. Il coltello da cucina, usato dai malfattori e abbandonato all’interno dell’abitazione, è stato posto sotto sequestro. Su Furlan e Petrosyan gravano già precedenti condanne per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. A loro carico, adesso, sono state formulate accuse per i reati di rapina, aggravata dal fatto di aver agito con l’utilizzo di un coltello e con volto parzialmente travisato, all’interno di una abitazione e ai danni di una persona ultrasessantacinquenne, e per le lesioni riportate da Luca Spessot durante la colluttazione, giudicate guaribili in 25 giorni.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nor del tenente colonnello Pasquale Starace e dagli uomini della Compagnia di Gradisca del capitano Marco Quercigh. Stepan Petrosyan è il fratello maggiore di Giorgio ed Armen Petrosyan, le due stelle del kick-boxing di origine armena ma naturalizzati italiani che tanti successi hanno mietuto a livello internazionale (“Re Giorgio” sei volte campione mondiale, tre titoli iridati per Armen). Sono state centinaia in queste ore, sia a livello personale sia sugli immancabili social, le testimonianze di solidarietà pervenute alla famiglia Spessot dopo la drammatica rapina dell’altra sera. Si tratta infatti di persone estremamente conosciute e benvolute nella cittadina della Fortezza, di cui sono una sorta di istituzione.

Luca Spessot, contitolare della storica osteria "Mulin Vecio", già la mattina dopo la rpaina, aveva ripreso il proprio posto dietro al bancone del locale. Incerottato, provato, ma desideroso di mettersi subito alle spalle la brutta esperienza. Anche le condizioni psicofisiche di sua madre, la signora Alba, che di quel locale è stata la regina per tanti anni (è la vedova dell'indimentcabile anfitrione Bruno Spessot) sono rassicuranti.

 

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