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Il patto bipartisan dei sindaci su Neuropsichiatria infantile

I primi cittadini del distretto del Basso Isontino firmano il progetto di “Dinamici” per il rilancio del reparto da presentare al direttore dell’Azienda sanitaria Poggiana

“Per una nuova Neuropsichiatria infantile” è il nome dell’ambizioso progetto appena proposto dall’associazione monfalconese “Dinamici”, che consegnerà la prossima settimana al direttore generale dell’Azienda sanitaria Antonio Poggiana una richiesta affinché il reparto del San Polo sia adeguato per meglio affrontare il problema della disabilità neurologica a seconda delle esigenze e della gravità dei casi. L’adesione bipartisan «senza sì e senza ma» al progetto è stata siglata da tutti i sindaci del distretto sanitario del Basso Isontino che, tutti assieme, si sono incontrati ieri, di buon mattino, alle 8.30, nel Municipio di Monfalcone. La lettera è stata sottoscritta dai sindaci Anna Maria Cisint (Monfalcone), Livio Vecchiet (Ronchi dei Legionari), Antonio Calligaris (Fogliano-Redipuglia), Enrico Bullian (Turriaco), Riccardo Zandomeni (San Pier d’Isonzo), Claudio Fratta (San Canzian d’Isonzo), Riccardo Marchesan (Staranzano) e Fabio Vizintin (Doberdò del Lago). “È già un grande risultato – afferma Manuela Fumis, presidente di “Dinamici”, assieme al vice Manuel Manuzzato – aver riunito tutti i sindaci e aver ottenuto il consenso unanime dei nove comuni. Questo momento rappresenta per noi la felice conclusione della prima tappa di un percorso che darà sicuramente una risposta importante a tutti coloro che si trovano ad affrontare un grave problema come questo. Tra qualche giorno organizzeremo la proiezione del rendering del progetto – sottolinea Fumis – per illustrarlo ai media in modo dettagliato, in modo da dare la massima informazione a tutti».

La lettera all’Azienda sanitaria fa presente che attualmente la struttura ospedaliera di Monfalcone non è dotata di un ambiente idoneo e fruibile per bambini e ragazzi affetti da questo genere di disabilità, essendo il reparto suddiviso su più piani e sui due blocchi del San Polo. Per questo motivo la richiesta contiene la proposta di una ridistribuzione degli spazi all’interno dell’ospedale, tenendo conto soprattutto dell’aumento delle esigenze e dei casi negli ultimi anni, a seguito dell’individuazione precoce di eventuali patologie e disagi. «Inoltre poiché gli interventi sono seguiti da un’equipe di lavoro multidisciplinare – aggiunge Fumis – sono necessari ambiti contigui per offrire prestazioni migliori e per poter dare una maggiore garanzia per il benessere dei pazienti». L’associazione, nell’ambito del progetto, si è impegnata a fornire alla struttura materiali di arredo e allestimenti per rinnovare completamente l’intero reparto rendendoloappunto più facilmente fruibile e innovativo. Durante l’incontro di ieri, Fumis e Manuzzato, hanno illustrato ai sindaci le bozze progettuali, su rendering, di 18 stanze ambulatoriali, che descrivono come esse potrebbero essere adeguate all’utilizzo, comprensive di ogni “comfort” e ideate da un gruppo di tecnici e architetti che, sostenendo la bontà del progetto, hanno dunque disegnato quello che potrebbe essere un vero e proprio reparto di avanguardia per tutto il territorio. Attualmente, al reparto di Neuropsichiatria dell’ospedale San Polo, accedono tutti i bambini dagli zero ai 18 anni del distretto sanitario Basso Isontino, dove opera un gruppo di professionisti tra medici, psicologi, logopedisti, infermieri, terapisti della riabilitazione e neuropsicomotricisti. Nel loro lavoro provvedono, attraverso controlli condivisi e incrociati, a fornire le prestazioni del caso, definite nel piano assistenziale, in merito ai ritardi e alle alterazioni dello sviluppo cognitivo, comunicativo-linguistico e motorio e ai disturbi dell’apprendimento. Dal 2012, inoltre, è stato avviato un programma sperimentale sull’intervento precoce nel disturbo dello spettro acustico per i bambini dagli zero ai sei anni.

«La nostra associazione – sostiene ancora Fumis – ha il piacere di evidenziare il pieno appoggio della nuova direzione sanitaria, grazie
al dialogo costruttivo intrapreso con il direttore generale Poggiana. Ed è proprio in questo contesto che si colloca la richiesta di dotare di idonee condizioni logistiche un servizio di estrema importanza per i ragazzi e le famiglie del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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