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la Ferriera

Trieste, «Piovono insulti e sputi al cambio turno»

La petizione dei lavoratori in Consiglio. No Smog: «Lavoriamo assieme». Dipiazza vola al ministero, polemica con il Pd

Dice il lavoratore: «Negli ultimi mesi la gente viene a insultarci al cambio turno. Ci sputano. Ma se sono in Ferriera da 28 anni non è colpa mia, è colpa delle istituzioni». Risponde la rappresentante degli ambientalisti: «A volte il cittadino confonde il lavoratore con il padrone delle ferriere. Ma ci sono istituzioni che dovrebbero vigilare perché le prescrizioni vengano osservate. E sarebbe bello, come a Taranto, che cittadini e lavoratori lottassero fianco a fianco».

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I protagonisti del dialogo sono l’operaio della Ferriera di Servola Robert Cattaruzza e la portavoce del comitato No Smog Alda Sancin, che ieri mattina si sono confrontati civilmente nell’aula del consiglio comunale, durante l’audizione sulla petizione presentata dai lavoratori nei giorni scorsi. Un confronto simbolico di quello che in aula è stato definito più volte «dramma» della Ferriera. Che anche ieri ha dato adito alle forze politiche scatenarsi in un serrato botta e risposta in seguito a un incontro al ministero.

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Ma torniamo alla testimonianza di Cattaruzza: «Se lavoro in Ferriera non è colpa mia, ma vostra. Non intendo voi consiglieri, ma le istituzioni. Dove sono i posti di lavoro di questo porto che attendo dal ’90? Io nella mia vita non posso permettermi di cambiare impiego come nulla fosse, la Ferriera mi ha dato una sicurezza». Un lavoro però impopolare: «Mio figlio a scuola dice che suo padre fa il comunale. Ma io non sono un delinquente. Sono un operaio». Conclude: «Noi non siamo sposati con la Ferriera, non è che la vogliamo. Vogliamo il posto di lavoro».

Così invece Sancin: «Leggo nella petizione che i figli dei lavoratori hanno paura a causa dei cittadini. Voglio dire che dovrebbero avere paura di quello che respirano nell’impianto. Non siamo noi il pericolo». E ancora: «Nel corso degli anni gruppi di lavoratori, spalleggiati da alcuni sindacalisti, hanno minacciato spesso denunce verso i cittadini». Conclude: «Sappiamo che se i lavoratori avessero un’alternativa non starebbero lì. Noi siamo aperti alla collaborazione, mentre le istituzioni non vigilano come dovrebbero. A Taranto è nato un comitato unitario di cittadini e operai. Sarebbe bello anche qui».

Diverse le posizioni emerse in aula sulla petizione. Il capogruppo M5S Paolo Menis ha dichiarato: «Letto il testo della petizione non possiamo che essere d’accordo, gli avversari non sono i lavoratori. Lo è l’azienda che non rispetta né i cittadini né i lavoratori. Penso ci voglia la convergenza di tutti».

Il consigliere forzista Michele Babuder ha espresso una posizione condivisa da molti nel centrodestra: «Esprimo un grande rispetto per i lavoratori. I termini della mozione, però, sono molto pesanti. Si parla di minacce e ingiurie verso i lavoratori. In tal caso suggerisco di rivolgersi alla magistratura». Su posizioni analoghe anche il leghista Antonio Lippolis. La portavoce dei lavoratori Erika Bozieglau ha letto in aula alcuni commenti pesantissimi e ingiuriosi verso i lavoratori espressi sui social network.

La consigliera del Pd Antonella Grim ha dichiarato: «Penso che si sia andati fuori tema. Il fulcro della petizione è la richiesta di attenzione dei lavoratori, che spero potranno essere sentiti in aula. L’assenza di oggi del sindaco e dell’assessore competente non mi pare un buon segnale».

Il sindaco Roberto Dipiazza ha risposto nel pomeriggio con un videomessaggio, comunicando di essere a Roma proprio per trattare di Ferriera: «Mi sono incontrato con i sindacati, la proprietà, il ministero dell’Economia e dell’Ambiente. Grim cerchi di informarsi, questo è offensivo per chi lavora nell’interesse della città». Risponde ancora Grim: «Caro sindaco, non solo tu non hai ritenuto di interesse presenziare al confronto, né hai delegato qualcuno al posto tuo, ma non hai nemmeno pensato di avvisare il presidente della commissione, Salvatore Porro».

Quanto all’esito della missione, comunica l’assessore regionale Sara Vito: «Un incontro positivo, durante il quale la Regione da un lato ha ribadito la sua fermezza nelle attività di controllo ambientale e, dall’altro, ha illustrato il decisivo passo in avanti compiuto dall’ente verso l’autorizzazione per l'impianto di decapaggio per lo stabilimento di Servola». Il vicepresidente Sergio Bolzonello precisa la sua posizione sul tema Ferriera: «Parto dal presupposto oggettivo che oggi alternative all’area a caldo non ce ne sono, nessuno ha presentato nulla. Ma se arrivasse dall’imprenditore una proposta capace di superare l’area a caldo, la Regione avrebbe il dovere di prenderla seriamente in considerazione».
 

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