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Via libera del Parlamento, Sappada passa al Friuli Venezia Giulia

La Camera ha approvato il passaggio della località montana con 257 sì e 20 no. Ora manca la firma del Quirinale

ROMA L'aula della Camera ha approvato alle 13.55 di oggi, mercoledì 22 novembre, in via definitiva il ddl sul "Distacco del Comune di Sappada dalla Regione Veneto e aggregazione alla Regione Friuli Venezia Giulia.

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I sì sono stati 257, i no 20. La legge ora passa al vaglio del Quirinale che dovrà decidere se esistono rilievi di costituzionalità. tra i parlamentari a Montecitorio. L'unico dubbio che viene avanzato a questo proposito riguarda il passaggio di un Comune da una regione a statuto ordinario (Veneto) ad una a statuto speciale come il Friuli Venezia Giulia.

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Questo il testo di legge. Il Comune di Sappada è distaccato dalla Regione Veneto e aggregato alla Regione Friuli Venezia Giulia nell'ambito della provincia di Udine.

A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, i riferimenti alla Regione Veneto e alla Provincia di Belluno, contenuti in disposizioni di legge concernenti il Comune di Sappada, si intendono sostituiti da riferimenti, rispettivamente, alla Regione Friuli Venezia Giulia e alla Provincia di Udine.

La cartina indica il comune di...
La cartina indica il comune di Sappada al Nord Est della Provincia di Belluno, in Veneto

"Un atto di giustizia" per la governatrice Fvg Debora Serracchiani. "Il voto di oggi è un atto di giustizia reso alla comunità di Sappada. Confido che da qui in avanti il clima sarà molto più sereno e saranno archiviate polemiche e contrapposizioni".

Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, commentando il voto con cui la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sul distacco dalla Regione Veneto del Comune di Sappada e il passaggio alla Regione da lei presieduta.

Debora Serracchiani
Debora Serracchiani


Per Serracchiani «vanno ringraziati i parlamentari del Friuli Venezia Venezia Giulia che sono stati vigili e operativi su questo tema, ma anche tutti quanti hanno capito e saputo interpretare la questione in
modo non divisivo. Sappada non entra nella nostra regione come una bandierina sulla carta geografica, ma accolta come il ritorno di una gente rimasta a lungo staccata dal suo ceppo. Aver conseguito questo
risultato è una delle gratificazioni profonde di questa mia legislatura».

«Leggo un segnale importante nel fatto che la stragrande maggioranza dei deputati si sia espressa in conformità all'indicazione popolare. Confido che anche coloro che per vari motivi hanno scelto l'astensione
o il voto contrario - ha concluso Serracchiani - vorranno contribuire a un confronto schietto tra territori che, al di là dei confini, vivono le comuni problematiche della montagna».

"L'amputazione usata come cura" per il governatore veneto Luca Zaia. "La scelta è quella di usare «come cura l’amputazione, invece di riconoscere che quella veneta è una questione cruciale". Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha commentato il voto della Camera che sancisce il passaggio di Sappada dal Bellunese al Friuli Venezia Giulia. «Non è un caso se 2,4 milioni di veneti sono andati a votare per il referendum
sull’autonomia: a Roma si continua a banalizzare, si pensa che la cura, che sarebbe l’autonomia, si possa sostituire con amputazioni ad hoc», ha aggiunto Zaia.

Luca Zaia
Luca Zaia

«Oggi se ne va Sappada. Domani sarà Cortina d’Ampezzo, poi chissà. Di questo passo daremo uno sbocco al mare al Trentino», ha poi ironizzato Zaia. «Bisogna prendere invece atto che il Veneto è l’unico a confinare con due regioni a statuto speciale e fare una riflessione: i comuni che ci chiedono di andarsene lo fanno solo verso Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, mentre nessuno ci chiede di passare in Lombardia o in Emilia Romagna. Qualcuno dovrebbe chiedersi, e spiegarci, il perché», ha concluso.

"Una brutta pagina del Parlamento" per Brunetta e Sisto. «Dispiace dirlo, ma con il voto di oggi,
sul provvedimento per il distacco del Comune di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, il Parlamento italiano si è reso protagonista di una brutta pagina della storia democratica del nostro Paese. È
stata messa in atto una forzatura ingiustificata, contro le legittime perplessità del Consiglio regionale del Veneto e contro l'articolo 132 della Costituzione, che in questo passaggio parlamentare non è stato
in alcun modo rispettato».  Così in una dichiarazione congiunta Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, e Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia e capogruppo azzurro in Commissione
Affari costituzionali a Montecitorio, chiedendo a Mattarella di non firmare la legge.

Renato Brunetta
Renato Brunetta


«La Regione Veneto, organo riconosciuto dalla nostra Carta fondamentale - aggiungono i due esponenti azzurri - aveva diritto di esprimere, come da giurisprudenza costituzionale, un parere formale in
merito a questo provvedimento, parere che non è stato possibile formulare a causa dei tempi strettissimi concessi dal presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Andrea Mazziotti di
Celso».

 

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