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Ahmad, il siriano “sloveno” che fa traballare il governo
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Ahmad, il siriano “sloveno” che fa traballare il governo

Il premier Cerar valuta l’ipotesi di non rinviare in Croazia, primo paese Ue di arrivo il profugo “esempio di integrazione”. Ma il ministro Erjavec lancia l’ultimatum

LUBIANA. Un profugo siriano rischia di far cadere un governo. Accade in Slovenia, dove la vicenda del 45enne Ahmad Shamieh fa traballare l’esecutivo Cerar. A lanciare l’ultimatum è stato il ministro degli Esteri, Karl Erjavec, leader del Partito dei pensionati e partner della coalizione di governo.

Ma come si è giunti a questa situazione? Shamieh è entrato in Slovenia attraverso il confine croato a febbraio dell’anno scorso, intenzionato a raggiungere l’Austria dove vive la sua prima figlia. Respinto, ha fatto regolare richiesta di asilo in Slovenia. La domanda però è stata respinta dal ministero degli Interni il quale ha motivato la decisione facendo riferimento alla Convenzione di Dublino in base alla quale a decidere dovrebbe essere la Croazia essendo il primo Paese Ue in cui è entrato (Shamieh non è stato registrato in Grecia da cui è partito lungo la rotta balcanica).

Questa posizione è stata confermata anche dai tribunali nazionali ed europei. Per il ministero degli Interni sloveno, Shamieh non è più formalmente in attesa di asilo in quanto il procedimento disciplinato dalla Convenzione di Dublino e il caso si può ritenere concluso con la sentenza emessa dalla Corte suprema slovena. Quindi deve lasciare il Paese e far ritorno in Croazia dove dovrebbe ripetere la domanda di asilo. Ora tutto è ricaduto nelle mani del governo Cerar il quale sta pensando di non cacciare Shaimeh ritenendo di applicare al caso l’etichetta di “interesse nazionale” previsto da una clausola contenuta proprio nella Convenzione di Dublino.

Apriti cielo. L’opposizione di centrodestra guidata di democratici di Janez Janša è insorta denunciando il premier alla Corte costituzionale per violazione della legge slovena sugli stranieri. Ma se la Sinistra e i socialdemocratici (nel governo) sono insorti contro il respingimento del siriano in Croazia, il Partito dei pensionati, come detto, non vuole che si trovino deroghe per il caso in questione e minaccia di far cadere il governo Cerar.

C’è da chiedersi come un profugo siriano possa aver sollevato un simile clamore. Il fatto è che Ahmad a Lubiana è diventato un vero e proprio personaggio. Lo si trovava sempre nel rione di Rog dove tagliava i capelli ai passanti, ai turisti e agli altri richiedenti asilo. Collabora con il centro per i migranti Second Home dove cucina e fa da traduttore. Da traduttore, sì, perché in pochi mesi Ahmad ha imparato lo sloveno e ora lo parla correntemente. Dunque è felicemente integrato, inserito nella società e lavora dove tutti lo chiamano confidenzialmente “Šami”. Ma per i burocrati ciò non basta e vogliono ora rispedirlo in Croazia.

Ahmad in Siria (dei fatti nel suo Paese non ama parlare) aveva un negozio e un’autofficina. Gli affari andavano bene al punto che si è comperato una casa. Subito dopo la Siria è esplosa. Lui non ha partecipato alle manifestazioni contro Assad. «Vivevo per la famiglia e la pace» ha dichiarato al Delo di Lubiana. Intanto cadevano le bombe e morivano gli amici, anche Ahmad è stato ferito. Poi un giorno ha visto la cancelliera tedesca Angela Merkel che invitava i profughi in Germania. Quindi ha deciso ed è partito lungo la rotta balcanica.

«Gli sloveni nei miei riguardi sono molto buoni - ha raccontato - mi aiutano in ogni passo, per questo dico che la mia anima è in Slovenia e il mio cuore in Siria». Ahmad comunque non stava bene. Stava perdendo i denti, aveva problemi alle vene, tremava e gli era peggiorata la vista.

Dopo gli ultimi sviluppi negativi per la sua vicenda il profugo è crollato ed è stato ricoverato prima in clinica psichiatrica e poi, a fronte di un ulteriore peggioramento

delle condizioni di salute, in clinica neurologica dell’ospedale di Lubiana. Ahmad è appeso alle decisioni del governo sloveno, ma se il profugo siriano, a eseguito della situazione, è stato ospedalizzato, l’esecutivo del premier Cerar rischia di essere seppellito.

 

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