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Cresce la biblioteca digitale di Amatrice

Il progetto vede coinvolti allievi e docenti del Polo universitario udinese e il colosso Amazon

Continua, e cresce veloce, il progetto “Unebook per Amatrice”, che nei giorni scorsi a Gorizia ha vissuto un’altra tappa significativa del suo percorso. Parliamo dell’iniziativa lanciata all’inizio di quest’anno dall’Università degli studi di Udine, e in particolare dai docenti e dagli studenti dei corsi di laurea triennale e laurea magistrale in Relazioni pubbliche e Comunicazione integrata per le imprese e le grandi organizzazioni, con l’obiettivo di donare una biblioteca digitale alla città di Amatrice che si sta rialzando dal terribile terremoto che l’ha messa in ginocchio. Il tutto con a fianco un partner d’eccezione come la multinazionale Amazon. Il progetto è tanto semplice quanto innovativo. Amazon ci ha messo del suo donando 20 lettori di ebook “Kindle Paperwhite”, che saranno consegnati alla comunità sinistrate attraverso l’associazione giovanile “Amatrice 2.0”, mentre studenti e docenti dei corsi goriziani dell’Università di Udine hanno creato una piattaforma online (raggiungibile all’indirizzo unebook. uniud.it) attraverso la quale chiunque vorrà potrà donare un ebook a sua scelta ai cittadini di Amatrice. Insomma, passo dopo passo grazie a questo progetto la generosità di tutti gli italiani che vorranno aderire e quella dei giovani del polo universitario goriziano che hanno potuto sfruttare per scegliere i loro libri preferiti da consegnare ad Amatrice anche le carte prepagate messe a disposizione da Amazon, migliaia di persone nelle zone colpite dal terremoto potranno disporre di una fornita e moderna biblioteca digitale. Nei giorni scorsi il progetto “Unebook per Amatrice” ha vissuto come detto un altro momento importante in città, con alcuni dei protagonisti dell’iniziativa – tra cui il professor Nicola Strizzolo, direttore della Summer School sul terremoto dell’ateneo di Udine – che si sono ritrovati a Gorizia per girare un video che servirà per raccontare il progetto attraverso i social network e altri canali di comunicazione. «Per noi questa è un’occasione importante – dice il professor Strizzolo –, perché dà la possibilità ai nostri giovani di lavorare al fianco di una grande realtà come Amazon, e al tempo stesso operare per il bene comune, con un progetto solidale. Si tratta di un’occasione di crescita personale e professionale». Non a caso il progetto “Unebook per Amatrice”, al quale oltre a Strizzolo partecipano anche i docenti Antonella Dattolo, Tommaso Mazzoli e Marina Berton, oltre al dottorando Marco Corbatto, prevede una serie di approfondimenti e incontri tra i professionisti di Amazon e universitari: uno di questi ha visto proprio nei giorni scorsi a Gorizia la responsabile delle pubbliche relazioni di Amazon Italia Elena Cottini. Ora il progetto “Unebook per Amatrice” proseguirà fino al completamento della biblioteca digitale, con eventi culturali e incontri in tutta Italia mirati a far conoscere l’iniziativa. Nei mesi scorsi i docenti e diversi studenti hanno già avuto modo di partecipare alla Fiera del Libro di Milano, ma anche di conoscere da vicino la struttura di Amazon Italia, e persino di visitare i luoghi del terremoto, incontrando tra gli altri il presidente di “Amatrice 2.0”, Maurizio Cavezza. Allo scopo di concorrere al completamento del lavoro,
la professoressa Dattolo e il dottorando Marco Corbatto presto inizieranno a entrare nelle classi delle scuole goriziane, raccogliendo attraverso una sorta di contest digitale i loro suggerimenti sui titoli da inserire nei lettori Kindle e dunque nella nuova biblioteca. (m.b.)

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