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Staranzano detta le regole sui “Caregoni”

La prima commissione punta al compromesso tra natura e fruizione. Autunno la stagione più delicata per l’avifauna

STARANZANO. Natura e fruizione turistica e diportistica possono e devono convivere. È questo il verdetto sulla vicenda “Caregoni” della prima Commissione consiliare convocata l’altra sera in municipio dal presidente Alessandro Presot. Alla Regione, che ha progettato di ampliare l’area della Riserva naturale dell’Isola della Cona-Foce dell’Isonzo, si chiederà di far coesistere il rispetto delle regole nella Riserva e il non mettere alcun impedimento alla fruizione dell’area naturalistica marina con le barche. L’estensione dell’area di tutela rischierebbe di rendere inaccessibile le zone del canale “Quarantia” e dei “Caregoni”, compresa l’uscita in mare delle imbarcazioni della darsena di Punta Barene attualmente in costruzione, di quelle dell’associazione “Amici dei Caregoni” di Monfalcone e di barche che nei fine settimana arrivano dal golfo di Trieste.

All’incontro della prima Commissione ha partecipato anche un componente scientifico della Stazione biologica della Cona, il naturalista Matteo De Luca, che ha fornito una serie di indicazioni tecniche. Il problema, ha sottolineato De Luca, esiste non tanto in estate, quanto durante la stagione autunnale e invernale, quando migliaia di uccelli arrivano alla Cona per nidificare e riprodursi. Per quel che riguarda il periodo estivo il traffico di imbarcazioni è stato definito “sostenibile”, sempre che si rispettino le regole e non ci si avvicini troppo alle aree naturalistiche.

La commissione ha deciso poi di incontrare l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Mariagrazia Santoro e di coinvolgere nella fase successiva gli altri tre Comuni della Riserva, cioè San Canzian, Grado e Fiumicello, interpellando pure altri portatori di interesse, ad esempio associazioni come l’Unione Casoni Quarantia che, dopo l’abbattimento dei loro “casoni”, vorrebbero costruire posti barca per i soci, visto che nel Piano regionale della costa (il Pcs, Piano di Conservazione e sviluppo) c’è la possibilità di realizzare ulteriori attracchi anche nell’area Marinetta e Brancolo morto.

Soddisfatto dei lavori in commissione il capogruppo di Alternativa, Adriano Ritossa, promotore dell’incontro. «Lo scopo della mozione da noi presentata in consiglio – afferma – era di evitare che altri potessero decidere sul nostro territorio e ci arrivasse il prodotto già confezionato. Il documento definitivo elaborato dalla commissione lo porteremo in Consiglio comunale. Si va, quindi, verso una forma di compromesso che possa soddisfare sia le peculiarità della Riserva che
le legittime aspettative di chi fino a oggi ha usufruito dell’area. Tali indicazioni le darà il Comune di Staranzano, capofila della Riserva e titolato dello specchio d’acqua antistante, prima che la Regione metta in atto il regolamento vero e proprio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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