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tubista investito a panzano da un carrello elevatore  

Invalido al 18% dopo l’infortunio In due sono accusati per le lesioni

Era stato investito da un carrello elevatore mentre stava recandosi ai servizi igienici, nell’area davanti alla nave in costruzione dalla quale era uscito. Il tubista, Branko Jovanovic, attualmente...

Era stato investito da un carrello elevatore mentre stava recandosi ai servizi igienici, nell’area davanti alla nave in costruzione dalla quale era uscito. Il tubista, Branko Jovanovic, attualmente di 67 anni, di origini serbe e residente a Monfalcone, è rimasto invalido al 18%. È dovuto andare in pensione anticipata. Minima percependo circa 300 euro al mese. A rispondere sono stati chiamati il conducente del carrello elevatore, Fabio Cabas, oggi 52 anni, di Cormons, dipendente diretto di Fincantieri, e la ditta d’appalto per la quale l’operaio serbo lavorava, la S.M.I. Srl, attraverso Antonio Palazzo, 46enne residente a Grado, in qualità di presidente del Consiglio di amministrazione. L’ipotesi di accusa è quella di lesioni personali colpose. Il processo, al Tribunale di Gorizia, si è aperto lo scorso 8 novembre. Il lavoratore s’è costituito parte civile. In udienza l’avvocato Roberto Corbo, del Foro di Trieste, che rappresenta gli interessi dell’operaio infortunato, ha richiesto al collegio giudicante la citazione di Fincantieri quale responsabile civile. Istanza accolta, alla quale invece si è opposta il pubblico ministero Valentina Bossi.

L’infortunio nel cantiere navale era avvenuto il 19 dicembre 2013. Erano circa le 12.50 quando Branko Jovanovic, allora 63enne, era sceso da una nave in fase di realizzazione dove stava lavorando per recarsi ai servizi igienici e, nell’attraversare l’area adiacente alla costruzione navale, era stato investito da un carrello elevatore in transito. Alla guida del macchinario c’era Fabio Cabas, all’epoca 48enne, alle prese con la movimentazione di un carico. Durante una manovra in retromarcia era avvenuto l’impatto. Il tubista aveva riportato lesioni tali da comportare un’invalidità del 18%. Si parla di un trauma da schiacciamento. Agli atti risulta la «frattura di tre costole (decima, undicesima e dodicesima sinistra), del processo traverso D12, dell’ala iliaca sinistra branca ischio-pubica sinistra, contusione splenica, e un vasto ematoma sottocutaneo della parete postero-laterale sinistra del dorso e del gluteo sinistro, giudicate guaribili in 4 mesi». Al carrellista viene imputata la «negligenza e imprudenza», non avendo prestato la dovuta attenzione al pedone che transitava. Al presidente del Cda della S.M.I. Srl, invece, viene contestata la violazione delle norme di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, in particolare di non aver assicurato al lavoratore serbo una formazione sufficiente e adeguata in merito ai rischi, ai danni, alla prevenzione e protezione, all’organizzazione della protezione aziendale, nonchè ai rischi legati alle mansioni ricoperte e, infine, alle misure necessarie alla tutela dell’integrità fisica del lavoratore. L’avvocato Corbo, peraltro, ha riferito che, in virtù di un testimone ascoltato nell’ambito delle sommarie informazioni testimoniali, «è stata provata l’assenza al momento dell’infortunio di passaggi pedonali indicati o segnalati sul luogo del cantiere, e dedicati ai dipendenti che desiderassero usare i servizi igienici». Il legale ha quantificato anche i danni
ai fini del risarcimento. La somma complessiva è di circa 200mila euro. Con ciò tenendo conto in sostanza dell’invalidità subita dal lavoratore e i 4 anni di attività professionale non maturati ai fini della pensione. La prossima udienza è stata fissata il 30 gennaio 2018.(la.bo.)

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