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Cisint per le bramme vuole un’A4 libera e insiste sul Vallone

Pressing sulla Regione del sindaco che chiede aiuto ai colleghi La dem Turazza: «Ma con le sue scelte porta il traffico in centro»

La Regione vara i bandi per trasferire il traffico delle bramma tra il porto e San Giorgio di Nogaro su chiatta e rotaia, ma il sindaco di Monfalcone Anna Cisint rilancia. «La soluzione principe dev’essere quella dell’utilizzo dell’autostrada, con la sua liberalizzazione e lo spostamento della barriera al Lisert», afferma, dopo aver già chiamato a raccolta i sindaci dei Comuni che dal 15 gennaio potrebbero essere attraversati dai camion con le bramme per la decisione dell’amministrazione monfalconese di dirottarli all’esterno del proprio territorio. Vale a dire quelli di Doberdò, Duino Aurisina e Gorizia (Gradisca pare non sia stata ancora contattata).

Quella della liberalizzazione e della creazione di una barriera al Lisert è una battaglia vecchia di 25 anni per Monfalcone. Nemmeno le 4mila firme raccolte una decina d’anni fa riuscirono comunque a smuovere l’amministrazione regionale dell’epoca. Quella attuale, dal canto suo, ha avviato la gara d’appalto per ampliare la barriera del Lisert, incastonata nel Carso a ridosso della città. «Una scelta che non condivido, per l’impatto ambientale e quello scarsissimo che avrà sulla risoluzione dei problemi del traffico, soprattutto di quelli estivi – afferma il sindaco –. Peraltro una scelta su cui la Regione non ha ritenuto o voluto confrontarsi con il territorio coinvolto. Si spenderanno risorse consistenti senza apportare benefici di rilievo».

L’amministrazione comunale tanto vuole portare il traffico pesante all’esterno del centro abitato quanto ha di fatto realizzato nel primo anno di mandato una serie di azioni che sono andate ad aumentare il traffico leggero in centro. La capogruppo dem in Consiglio comunale Marina Turazza le elenca in un’articolata interrogazione. Si va dalla cancellazione della Zona 30 in corso del Popolo alla creazione di una serie di posti auto sul lato nord di piazza della Repubblica, dall’eliminazione della corsia preferenziale per i bus, soppiantata pure da parcheggi e non da una pista ciclabile, a quella della previsione di un tracciato ciclabile verso la stazione. L’esponente dem solleva dubbi anche sulle soluzioni che saranno adottate nell’ambito della creazione della nuova rotatoria “del porticciolo”, all’incrocio tra i viali San Marco-Cosulich e via Boito-viale Verdi.

Nello stesso tempo, però, Monfalcone, come rileva Turazza, rappresenta una tappa importante nell’itinerario cicloturistico Alpe Adria Radweg, ciclovia di 400 chilometri che congiunge Grado a Salisburgo, nel momento in cui il cicloturismo sta conoscendo una vera e propria esplosione. Il tracciato della ferrovia ex Fincantieri potrebbe invece essere utilizzato per connettere la città alla nuova stazione ferroviaria del Polo intermodale.

Al sindaco Cisint i dem chiedono quindi innanzitutto se l’amministrazione comunale intenda proseguire «nella politica di incremento dei flussi automobilistici verso il centro
cittadino» e quali provvedimenti intenda adottare per favorire la mobilità ciclabile. «Forse il problema dell’inquinamento – sottolinea Turazza – andrebbe affrontato anche ripensando la mobilità urbana con una decisa svolta a favore della ciclabilità».

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