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Il Carroccio tende la mano ai sovranisti di Menia in Fvg
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Il Carroccio tende la mano ai sovranisti di Menia in Fvg

Massimiliano Fedriga ospite del convegno Msn: «Percorsi comuni su immigrazione e famiglia» Prove d’intesa a livello nazionale e regionale. Storace: «Salvini leader naturale» 

TRIESTE. La Lega Nord e il pargolo più recente della diaspora missina, il Movimento nazionale della sovranità, si incontrano a Trieste ed esibiscono una corrispondenza di amorosi sensi a livello nazionale e regionale. Una novità che farà storcere il naso all’altro partitino degli esuli della Fiamma, Fratelli d’Italia.

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L’abbraccio di Massimiliano Fedriga, candidato in pectore del Carroccio alle prossime regionali, ai sovranisti di Gianni Alemanno, Francesco Storace e Roberto Menia è personale ancora prima che politico. Fedriga è intervenuto all’incontro nazionale del nuovo movimento postfascista, in un hotel triestino. «Ci tenevo particolarmente a essere qui questa sera - ha dichiarato, rivolgendosi a Menia -. Io e Menia veniamo da percorsi diversi, ma qualche tempo fa l’ho incontrato a una cerimonia alla Foiba di Basovizza. Gli ho detto che non si può accettare che chi è stato il riferimento della destra triestina, ora, nella migliore delle ipotesi, sia trattato come se non esistesse». Ha proseguito Fedriga: «Possono divergere i percorsi, ma il rispetto e la riconoscenza non possono venire meno, altrimenti mancano le fondamenta per essere un buon rappresentante del popolo».

Una bordata indirizzata ai tanti ex aennini di Trieste che vedono Menia come il fumo degli occhi, dopo il suo divorzio dal Pdl assieme a Gianfranco Fini.

Fedriga ha poi indicato le ragioni dell’«avvicinamento dei percorsi» fra sovranisti e leghisti: «Sono i temi dell’immigrazione, della difesa della famiglia, e aggiungerei anche il fine vita». Argomenti che Fedriga ha inserito in una lettura da destra “all’ungherese” della contemporaneità: «Quando vedo che i sostenitori dello Ius soli come Emma Bonino collaborano con le fondazioni di Soros mi insospettisco». Applausi dalla platea, composta da circa duecento persone.

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La sintonia tra le due formazioni politiche è stata invocata a più riprese anche dagli stessi sovranisti. Ha dichiarato Menia, vicesegretario del partito: «Saluto Fedriga e lo ringrazio per il segnale di riconoscimento che ci ha voluto dare. Mi auguro che si candiderà alle prossime elezioni regionali. Camminiamo nella stessa direzione». Un concetto che l’ex dirigente di An ha ribadito anche alla stampa, a margine della conferenza: «Il Friuli Venezia Giulia è una regione di confine, non interessata dagli sbarchi ma dall’ex rotta balcanica. Un fenomeno che, unito alla denatalità delle nostre aree, preoccupa noi patrioti in vista del futuro». Il Movimento «è nato solo 9 mesi fa», ha aggiunto, «ma abbiamo tutte le intenzioni di concorrere ovunque potremo farlo». La Lega di Salvini «guarda con attenzione a noi e per noi lui è il candidato ideale per un centrodestra unito». Un ragionamento che si applica in parallelo «anche in Fvg, con Fedriga».

Sulla stessa linea anche le parole di Francesco Storace, presidente dei sovranisti, che ha dedicato un commento anche ai “fratelli coltelli” guidati da Giorgia Meloni: «Fratelli d’Italia esiste e fa il suo percorso. Ma secondo noi la partita all’interno del centrodestra oggi è fra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. E noi intendiamo fare una battaglia per la nascita di un polo sovranista. Salvini è quello che meglio lo può incarnare».

Così invece Alemanno, segretario nazionale del partito: «Valuteremo se presentare liste nostre autonome o se presentarci con altre liste assieme. Però il dato di fondo, il nostro obiettivo è quello di avere un centrodestra unito, con idee che diano una risposta forte ai problemi dell’immigrazione, della globalizzazione e della mancanza di lavoro».

Sulle alleanze ha ribadito: «Le vogliamo chiare a livello nazionale, ma diciamo no alle larghe intese. Queste le rifiutiamo. Vogliamo invece un centrodestra unito che può vincere le elezioni».

«Di questo governo - ha spiegato ancora Alemanno - combattiamo innanzitutto la pretesa di fare lo Ius soli. Parlare di Ius soli con un parlamento che sta in una fase terminale è una follia. E poi combattiamo, oltre alla immigrazione, una eccessiva sudditanza all’Unione Europea, che è il vero problema dell’economia italiana. Se noi non liberiamo l’Italia da questa sudditanza non usciremo mai dalla crisi economica».

Nella serata di ieri hanno esordito il membro dell’esecutivo nazionale Ernesto Pezzetta, il segretario regionale Paris Lippi e il segretario provinciale triestino Ignazio Vania.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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