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A Trieste la street-art trasloca in casa e diventa moda

Prende piede la moda dei murales personalizzati: le stanze si animano con mosaici, affreschi e disegni 3D, trasformando case, palestre e uffici in vere e proprie opere d'arte

Trieste, la street art in casa Ai triestini piacciono sempre di più murales personalizzati e li commissionano ad artisti come Federico Duse, Davide Comelli, Cinzia Platania, Sergio Gallo, Francesca Tonsi, Sonia Cugini (a cura di Tecla Biancolatte) L'articolo

TRIESTE Un vaso tridimensionale fatto di acrilico. Non su una tela, ma sul muro di un appartamento. Basta cambiare la prospettiva e tutto sembra vero. Dall’affresco al murale, dal disegno stilizzato alle decorazioni pittoriche: l’arte avverte il cambiamento, seguendo i gusti di una società che oggi, più che mai, ama il dettaglio personalizzato. Ed ecco che anche a Trieste diventa una richiesta sempre più frequente la pittura parietale. Non è certo un’invenzione. I preistorici lo facevano per necessità, la Grecia classica ci regala degli esempi (anche se oggi poco visibili), così come l’Antica Roma. Facendo un salto molto lungo nel tempo si arriva a un altro periodo, lungo 500 anni, che va dal Duecento al Settecento: è l’esplosione di colori raffinati che decorano luoghi come la Cappella degli Scrovegni e le Stanze Vaticane. Gli autori sono Giotto, Raffaello, Tiepolo. Per arrivare poi a Diego Rivera e Siqueiros e al muralismo.



Se un tempo era l’affresco a personalizzare i palazzi, oggi c’è soprattutto il murale. Sono spesso gli stessi street-artist, che dovrebbero dipingere sui muri delle strade urbane (vedi recentemente quello del Pedocin o, ancora prima, gli edifici di via Cumano e Ponziana), che adesso entrano anche nelle case, nei caffè e negli uffici. Così come gli artisti tout-court, apprese le tecniche murali trovano spazio nel circuito realizzando opere anche in versione trompe-l’oeil. A loro si aggiungono le aziende specializzate in applicazioni di grafica su parete. Gli ambienti metropolitani subiscono nuove metamorfosi e queste decorazioni li valorizzano, li rendono unici, con un tocco cromatico super personalizzato.


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Questi artisti a Trieste si chiamano, ad esempio, Federico Duse, Davide Comelli, Cinzia Platania, Sergio Gallo, Francesca Tonsi, Sonia Cugini. Riprendono il lavoro di un tempo, tralasciato per anni e tornato di “moda”. «Quando si parla di opere per i privati si parla di committenza» afferma Duse, un veterano del settore. Usa pennello, spray e aerografo, «ma si mischiano anche le tecniche». Quello che ha dato più soddisfazione? Uno degli ultimi lavori, in una palestra di Pole dance». Il costo di questi lavori «dipende dal soggetto e dai colori - spiega -. Il bianco e nero costa meno. E poi un ritratto ha un prezzo, un paesaggio un altro». Sempre meno che rifare tutto.

Roberta Belleli, una committente, avendo una stanza di 9 metri quadrati, richiedeva «più profondità». Desiderio esaudito con «una carta da parati tridimensionale fornita da “Bathmosphere” – spiega –: sembra di entrare in un’altra stanza ma è un effetto ottico». Sandro Tonini, il titolare della ditta, fa da tramite per “Inkiostro bianco”, specializzata in questo. Qui si parla di “fibra di vetro bi-direzionale”.

«Ultimamente faccio più murales interni, che esterni», racconta invece Davide Comelli, altro giovanissimo artista, che ha da poco terminato un murale da “Fico”, l’ultima invenzione di Eataly a Bologna. A Trieste ha realizzato tra le varie cose un’opera per l’edificio “Panorama Giustinelli, un progetto «di abitazione all’avanguardia – dice –. L’ho fatto con mia sorella Sara e vede due interventi all’interno delle chiostrine, grandi 30x3 metri l’uno». E poi ancora c’è Francesca Tonsi, triestina che ha un laboratorio in viale XX Settembre. Resta sulla decorazione tradizionale Sonia Cugini: «Creo giochi d’illusione», soprattutto trompe-l’oeil. Il murale è però fatto anche in mosaico, come sa bene Riccardo Piaia, che per l’ingresso di una casa ha composto un’opera di Hudertwasser. E a ravvivare un garage ci pensa Piero Ramella, con acrilico e idropittura in due settimane.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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