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Lezioni di Storia a Trieste, Bianchi incanta il Miela con il pioniere Marco Polo

Tutto esaurito nella sede resa disponibile dopo il forfait della Stazione marittima Il docente dell’ateneo di Bari protagonista nella seconda delle Lezioni di storia

Lezioni di storia: Marco Polo secondo Vito Bianchi (dal Miela - integrale) Tutto esaurito al Miela per la Lezione di storia su "Marco Polo verso il Catai" tenuta dal professor Vito Bianchi. Indisponibile (causa presenza imprevista di una nave da crociera) la Marittima, il Comune di Trieste ha messo a disposizione in extremis il teatro sulle Rive. Chi non fosse riuscito a trovar posto, può ora rivedere la registrazione integrale della splendida conferenza di Bianchi. Riprese di Andrea Lasorte.

TRIESTE L’importanza della figura di Marco Polo, pioniere del Levante, in grado di avvicinare Oriente e Occidente, al centro del secondo appuntamento della quarta edizione delle Lezioni di Storia, ideate dagli Editori Laterza: a incantare il pubblico, questa volta, l’archeologo, scrittore e docente all’università di Bari Vito Bianchi.

Grande successo con il tutto esaurito al teatro Miela, dove l’appuntamento di ieri è stato spostato per l’indisponibilità improvvisa della Stazione marittima a causa dell’imprevisto dirottamento di alcune navi da Venezia a Trieste per problemi di nebbia. Un trasloco reso possibile dalla disponibilità del Comune di Trieste e dall’immediato interessamento dell’assessore con delega ai Teatri Serena Tonel.

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Qualche malumore tra quanti non riescono a entrare per assistere alla lezione intitolata “Marco Polo verso il Catai”. Così il viaggio inizia proprio con le scuse verso chi, pur avendo aspettato in coda, alla fine è rimasto fuori. Marco Polo (Venezia 1254 – Venezia 1324) mercante-esploratore veneziano è stato uno dei pochi nel XIII secolo ad accostarsi alle culture dei popoli orientali fino ad arrivare a quelli più distanti dalla terra natia: “i cinesi”, fino ad allora, almeno per il vecchio continente, totalmente sconosciuti. «A metà del XIII secolo – spiega il professor Bianchi – ristagnava una percezione approssimativa e confusa di quello che erano le popolazioni e le consuetudini asiatiche, l’Oriente più estremo rappresentava l’ignoto in bilico tra fascino e ripugnanza e nel mistero attecchiva il mito, c’erano ad esempio creature che avevano la faccia piantata nel torace o che usavano il loro unico enorme piede per correre velocissime».

Due fenomeni avvicinano però questi due mondi staccati: a Occidente la rivoluzione mercantile con la crescita delle città e l’affermazione dei commerci, a Oriente la rivoluzione nomadica con le conquiste dei mongoli gengiskhanidi e la creazione di un impero enorme capace di attivare un formidabile movimento di gente. Spiega Bianchi: «La società dell’XI-XII secolo era impostata su coloro che pregavano cioè il clero, quelli che combattevano, i cavalieri, e coloro che coltivavano la terra, gli agricoltori, in questa tripartizione in molte regioni europee le mansioni commerciali erano considerate moralmente riprovevoli, e secondo molti teologi medievali il mestiere di mercante non era grato a Dio».

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Eppure da più versanti il ruolo del commercio nel pieno Medioevo diventa indispensabile in una società con un desiderio crescente di mercanzie e prodotti. Nel XIII secolo avanzato, il ceto mercantile acquisisce sempre più potere mentre a Venezia, Impero marittimo e terra natale di Marco Polo, certe preoccupazioni non sono mai esistite. Ad avvicinare questi due mondi, dall’altra parte, la rivoluzione nomadica di Gengis Khan. Racconta lo storico: «Nomade e orfano di padre, Gengis Khan aveva aggregato intorno a sé le tribù delle steppe centro-asiatiche e grazie alla sua guida i mongoli si affermavano dovunque, conquistando la Cina. Pechino cadeva nel 1215, impadronitisi dell’Asia centrale, attorno al 1240 anche l’Europa tremava, il Friuli ad esempio sarà toccato dai mongoli e solo un caso fortuito, la morte del Gran Khan Ogedei farà rientrare l’orda azzurra per eleggere il successore».

Lezioni di Storia a Trieste: 6 incontri sul tema del viaggio Tornano dal 29 ottobre al 17 dicembre a Trieste le Lezioni di Storia ideate dagli Editori Laterza. Sei appuntamenti, sempre di domenica mattina alle 11 alla Stazione Marittima, con sei docenti che affronteranno il tema del viaggio da Ulisse alle migrazioni odierne (video a cura di Elisa Lenarduzzi) (Leggi l'articolo)


Marco Polo è la figura che si pone all’intersezione di questi due mondi, in grado di avvicinare Oriente e Occidente e, più in generale, saranno i mercanti a conquistare con la forza diretta del commercio e senza spargimenti di sangue il Catai, ossia la Cina settentrionale. «Leggere, fare di conto, scrivere, conoscere le lingue – così Bianchi – erano ormai imprescindibili per un mercante del XIII secolo». Marco Polo, nato da una famiglia di mercanti, nel 1275 insieme al padre Niccolò e allo zio Matteo viaggia a lungo in Asia percorrendo la Via della seta e attraversando tutto il continente fino a raggiungere la Cina settentrionale. L’imperatore Kubilai Khan impressionato dalle doti del giovane veneziano decide di servirsene come informatore spalancandogli le porte del Catai. Tutto confluirà ne “Il Milione”, scritto assieme a Rustichello da Pisa, opera che fa di Polo il primo storico e geografo dell’Oriente sconosciuto. Il prossimo appuntamento con le Lezioni di Storia è per domenica 19 novembre alle 11, alla Stazione marittima, con lo storico Franco Farinelli alla scoperta del Nuovo Mondo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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